HYBRIDA. radio show – playlist 189° puntata

HYBRIDA. radio show va in onda sui 90.00 mhz di Radio Onde Furlane e in streaming su www.ondefurlane.eu. Prossima puntata: 3 luglio alle ore 21

Ascolta “Hybrida Radio Show 189 19-06 -2017” su Spreaker.


DREAM STARS
Pop Makossa Invasion
Various Artists POP MAKOSSA – THE INVASIVE DANCE BEAT OF CAMEROON 1976-1984

(Analog Africa, 2017)


OBADIKAH
Olorun Kan
OBADIKAH

(Honest Jon’s Records, 2016)


CARROUSEL
Oté Maloya
Various Artists OTÉ MALOYA – THE BIRTH OF ELECTRIC MALOYA ON RÉUNION ISLAND

(Strut Records, 2017)


CHRIS MCGREGOR’S BROTHERHOOD OF BREATH
Night Poem
CHRIS MCGREGOR’S BROTHERHOOD OF BREATH

(RCA / Neon, 1971)


BARNEY WILEN
Zombizar
MOSHI

(Saravah, 1972)


MILES DAVIS
On The Corner
Black Satin
Mr. Freedom X

ON THE CORNER

(Columbia, 1972)


CAN
Shikako Maru Ten
Turtles Have Short Legs

THE SINGLES

(Spoon Records, 2017)


KONRAD SPRENGER
Opening
STACK MUSIC

(Pan, 2017)


ANDREA BELFI
Anticline
ORE

(Float, 2017)


MIKE COOPER
Day Out Of Days
Movies Is Magic
Nephophobia
Spirit Song

DISTANT SONGS OF MADMEN

(Room40, 2012)

MIKE COOPER


SABATO 24 GIUGNO
ORE 21:00 INGRESSO LIBERO
UDINE – PARCO VITTIME DELLE FOIBE

MIKE COOPER
voce, chitarra ed effetti

Mike Cooper, inizia la sua carriera musicale come chitarrista, cantante e autore di folk-blues, per poi diversificare il suo lavoro, includendo l’improvvisazione e la musica elettronica, le sonorizzazioni di film, la radio-art e le installazioni sonore. Si dedica alla scrittura, come giornalista musicale e storico delle musiche e dei musicisti del Pacifico (è anche collezionista di camice hawaiane….); artista visivo e filmaker, compare in più di sessanta dischi.
Negli anni sessanta è stato il pioniere del cosidetto British blues boom, suonando con leggende quali Son House, Mississippi Fred McDowell, Bukka White, Howlin’ Wolf, John Lee Hooker e Jimmy Reed. Il suo LP del 1969 Oh Really!? è acclamato come il migliore disco di blues acustico di quegli anni.
Nei primi anni settanta, Cooper è occupato a ridefinire il suo stile assorbendo modi dal free jazz, collaborando con musicisti e improvvisatori quali i sudafricani Dudu Pukwana, Harry Miller, Louis Moholo e Mongezi Feza, e il sassofonista inglese Mike Osborne. Sono gli anni di dischi come Trout Steel (1970), Places I Know (1971) e The Machine Gun Co. with Mike Cooper (1972), fondamentali per il movimento avant blues e ristampati nel 2014 dalla Paradise Of Bachelors.
Produce i primissimi dischi di rogue folk, destinati ad ispirare (insieme all’opera di artisti come Roy Harper o The Incredible String Band) il boom del free folk negli Stati Uniti, con Thurston Moore, Jim O’Rourke e la No-Neck Blues Band che confesseranno di essere fan dell’opera di Mike di quel periodo. Alla fine del decennio, Mike comincia a sviluppare una carriera parallela nell’ambito della musica sperimentale, e collabora assiduamente con membri del London Musicians Collective, come Keith Rowe, David Toop, Steve Beresford, Max Eastley, Paul Burwell, Eddie Prevost. Il suo gruppo The Recedents (con il leggendario sassofonista Lol Coxhill e il batterista Roger Turner) è attivo fino al 2008.
Nel 1987, insieme allo straordinario chitarrista slide francese Cyril Lefebvre, e incorporando i talenti di Lol Coxhill, Steve Beresford e Max Eastley, forma il gruppo Uptown Hawaiians, progetto dedicato ad un repertorio di musica hawaiana, exotica, e di altre musiche per chitarra lap-steel, riaffermando così la sua lunga passione per le culture del Pacifico ed avvalendosi della collaborazione di musicisti come Arthur Lyman e Viv Dogan Corringham, vere e proprie istituzioni della musica dell’arcipelago.
Residente da qualche anno a Roma, Cooper continua a produrre musica. Con Spirit Songs ritorna al concepimento di canzoni per chitarra e voce, nell’apparente gesto primordiale del cantautore, ma qui siamo di fronte all’esperienza di una carriera ai margini della sperimentazione che si proietta straordinaria su di un futuribile in stretto contatto con la tradizione (anglosassone e mediterranea). La parte testuale delle canzoni proviene nella maggior parte dei casi dalle pagine di Gravity’s Rainbow e V di Thomas Pynchon sottoposte ad un ludico e casuale lavoro di cut-up. Cooper suona queste canzoni senza una forma o un accompagnamento musicale predefinito, semplicemente improvvisando e rendendo così ogni performance unica.
www.cooparia.com

HYBRIDA. radio show – playlist 188° puntata

HYBRIDA. radio show va in onda sui 90.00 mhz di Radio Onde Furlane e in streaming su www.ondefurlane.eu. Prossima puntata: 19 giugno alle ore 21

PODCAST


ANARCHIST REPUBLIC OF BZZZ
The 3rd Extremist
UNITED DIKTATURS OF EUROPE

(Atypeek Music, 2016)


ALGIERS
Walk Like A Panther
THE UNDERSIDE OF POWER

(Matador, 2017)


CHINO AMOBI
Negative Fire III
PARADISO

(NON, 2017)


SHABAZZ PALACES
Parallax
QUAZARZ: BORN ON A GANGSTER STAR

(Sub Pop, 2017)


MAISTAH APHRICA
Ocjajnman

(Soundcloud, 2017)


KING AYISOBA
Mbhee
WICKED LEADERS

(Makkum Records, 2014)


KING AYISOBA
Grandfather Song
1000 CAN DIE

(Glitterbeat, 2017)


KONDI BAND
Belle Wahalla
SALONE

(Strut, 2017)


JEICH OULD BADU & AHMEDOU AHMED LEWLA
Nehawd
TOP WZN

(Sahel Sounds, 2017)


JLIN
Kyanite
BLACK ORIGAMI

(Planet Mu, 2017)


JEFF MILLS
Man-Like
WAVEFORM TRANSMISSION VOL. 1

(Tresor, 1992)


LAURENT JEANNEAU
Zeze And Song
Various Artists – MUSIC OF TANZANIA

(Sublime Frequencies, 2015)


AWA POULO
Djulau
POULO WARALI

(Awesome Tapes From Africa, 2017)


YISHAK BANJAW
Yadah (Sudanese Song)
LOVE SONGS VOL. 2

(Teranga Beat, 2016)


JLIN
Nyakinyua Rise
BLACK ORIGAMI

(Planet Mu, 2017)


HOLGER CZUKAY, JAH WOBBLE, JAKI LIEBEZEIT ?
Mystery R.P.S. (No. 8)
FULL CIRCLE

(Virgin, 1982)

KING AYISOBA + MAISTAH APHRICA


VENERDI’ 9 GIUGNO
ORE 21:00 INGRESSO LIBERO
UDINE – PARCO DI SANT’OSVALDO – VIA POZZUOLO 330

KING AYISOBA
Nato nel 1974, nei pressi di Bolgatanga nord-est del Ghana, King Ayisoba comincia a suonare il Kologo (liuto tradizionale a due corde) da giovanissimo. Badava al bestiame ma portava sempre con sé il suo strumento nella boscaglia e nei villaggi, dove ha scoperto gli armonici tradizionali, le cerimonie e i suoi riti ancestrali. Ad un certo punto si trasferisce nella capitale e si immerge nella cosmopolita giungla urbana di Accra, primo embrione di uno stile che guarderà sempre verso i due poli: tradizione e modernità. Il suo primo album Modern Ghanians, registrato nel 2006, è subito un successo. La sua particolare estetica musicale, che mescola i ritmi elettronici ad una voce roca e agli strumenti tradizionali, gli ha permesso in breve di divenire uno degli artisti ghanesi più seguiti al di fuori del continente africano. Nel 2008 pubblica il suo secondo album, Africa, che porterà con enorme successo in Europa accanto ad Arnold de Boer aka Zea, cantante del gruppo Ex e produttore dell’etichetta Makkum Records. Nel 2012 i due raccolgono in un’unica compilation su vinile gli ultimi due album. La band è sul punto d’esplodere, e finisce per esibirsi in prestigiosi festival internazionali come Roskilde in Danimarca e Fusion in Germania. Il mondo di King Ayisoba è unico e complesso. I suoi concerti sono esperienze uniche dove i codici musicali vanno in frantumi grazie ad un’energia primordiale espressa senza mezzi termini. Kinge Ayisoba offre uno spaccato in cui il mondo spirituale si fonde con le origini esoteriche della musica per Kologo, le sonorità urbane del HipLife, e le grida di una gioventù ribelle ancora in cerca della sua identità. Trance music sospesa tra la foresta mistica dell’ex area Voltaica e le bizzarrie metropolitane di Accra.
kingayisoba.net

MAISTAH APHRICA
Come suona la musica africana per chi non è mai sta(to) in Africa? Otto musicisti del Friuli-Venezia Giulia danno la loro esplosiva risposta con un’energica miscela di forme e tecniche musicali legate al Continente Nero, o almeno così credono…Jazz funk a la Sun Ra, criolla afro colombiana, hard bop, poliritmie e melodie esotiche che richiamano la musica per film di Trovajoli o Umiliani, sono arricchiti di suoni elettronici e di effetti dub e combinati in un suono fisico e coinvolgente. Grooves in tempi dispari per scatenare le danze accompagnati da melodie rituali di popolazioni immaginarie: come essere a una festa africana, senza essere mai stati in Africa.


Gabriele Cancelli cornetta, duduk bass, ukulele, flauti, percussioni
Mirko Cisilino trombone, tromba, percussioni
Marco D’Orlando congas, timbales, percussioni
Clarissa Durizzotto alto sax, percussioni
Enrico Giletti basso elettrico
Andrea Gulli sintetizzatori, dub effects
Alessandro Mansutti batteria
Giorgio Pacorig CEI Prestige organo elettrico, Korg MS 20, devices

HYBRIDA. radio show – playlist 187° puntata

HYBRIDA. radio show va in onda sui 90.00 mhz di Radio Onde Furlane e in streaming su www.ondefurlane.eu. Prossima puntata: 5 giugno alle ore 21

PODCAST


NICOLE MITCHELL
Egoes War
MANDORLA AWAKENING II_ EMERGING WORLDS

(FPE Records, 2017)


FATOU SEIDI GHALI & ALAMNOU AKROUNI
Telilit
LES FILLES DE ILLIGHADAD

(Sahel Sounds, 2016)


ALESSANDRA NOVAGA
Franz B.
Each Man Kills the Thing He Loves
FASSBINDER WUNDERKAMMER

(Setola Di Maiale, 2017)


MOOR MOTHER
This Week
THE MOTIONLESS PRESENT

(Fear Angel Love, 2017)


PETIT SINGE
OXO
AKASH GANGA

(Haunter Records, 2017)


ANNIE ANXIETY
Third Gear
SOUL POSSESSION

(Corpus Christi, 1984)


JUNIOR WELLS’ CHICAGO BLUES BAND
Hoodoo Man Blues
Early In The Morning
We’re Ready
HOODOO MAN BLUES

(Delmark, 1965)


SUN RA AND HIS INTERPLANETARY VOCAL ARKESTRA
Along Came Ra / The Living Myth
THE SPACE AGE IS HERE TO STAY

(Modern Harmonic, 2016)


THE HELIOCENTRICS
A World Of Masks
A WORLD OF MASKS

(Soundway, 2017)


EKOPLEKZ
Acrid Acid
BIOPRODUKT

(Planet Mu, 2017)


LCC
Ba
BASTET

(Editions Mego, 2017)


NICK CAVE & THE BAD SEEDS 
Magneto
SKELETON TREE

(Bad Seed Ltd., 2016)


SCRITTI POLITTI 
Is And Ought The Western World
SKANK BLOC BOLOGNA

(St. Pancras Records, 1978)


SUN RA AND HIS INTERPLANETARY VOCAL ARKESTRA
Space Chant (Third Heaven)
THE SPACE AGE IS HERE TO STAY

(Modern Harmonic, 2016)

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