TARCENTO JAZZ 2015

tj500

VENERDI’ 17 LUGLIO

ORE 18:30 PALAZZO FRANGIPANE

VOCINCONSUETE

Vocinconsuete
Elisa Ulian voce, fisarmonica, tamburi
Chiara De Santi voce, guiro, bottiglie e giocattoli sonori
Annalisa Ponton voce, percussioni, ocarina, xilofono
Vocinconsuete, tre voci femminili in dialogo tra loro cantano composizioni a volte scritte altre improvvisate; sono attive da anni nel campo della sperimentazione musicale e della performance, hanno partecipato con progetti propri ed inediti creati in funzione della sonorità dei luoghi e recentemente pubblicato Miladise. Il disco è composto da flastrocche, conte e canzoni attinte dal prezioso patrimonio n via di estinzione della tradizione orale della regione Friuli Venezia Giulia.

ORE 21:00

MARTELLO

Martello
Marco D’Orlando batteria
Roberto Fabrizio chitarra
Flavio Zanuttini tromba
Ritmiche possenti e chitarre ben amalgamate da una tromba annegata nell’elettronica, un viaggio martellante ad opera di un trio jazz-rock unico nel suo genere.

ROOTS MAGIC

RootsMagic
Errico De Fabritiis sassofoni
Alberto Popolla clarinetti
Fabrizio Spera batteria
Gianfranco Tedeschi contrabbasso
La musica suonata da Roots Magic attinge ai due estremi della tradizione musicale afro-americana. Dal Delta Blues al Jazz Creativo, la lingua originale e il dialetto moderno della musica nera.
Dal canto ancestrale di Blind Willie Johnson e Charlie Patton passando per il Free di Ornette Coleman e John Carter. Dall’afro-futurismo di Sun Ra fino alle architetture Blues di Phil Cohran, Julius Hemphill, Henry Threadgill e Olu Dara. Un repertorio calibrato intorno all’idea di reinvenzione delle radici Blues fra tradizione e innovazione. “Una lunga, vecchia strada” in cui la musica affiora come parte di una densa mistura di potenziali provenienti dal “basso”, ispirazione, magia, poesia… Il progetto Roots Magic nasce a Roma nel corso del 2013. A Luglio 2015 esce il primo CD Hoodoo Blues & Roots Magic, pubblicato dall’etichetta portoghese Clean Feed

Portatemi il cibo, tutto nello stesso piatto, Aretha Franklin e Sun Ra sono la stessa gente
Oliver Lake
Le mie radici sono nel mio giradischi
Evan Parker
La poesia cresce nella ricca terra della magia
Paul Garon – Blues and the Poetic Spirit

SABATO 18 LUGLIO

ORE 18:30 PALAZZO FRANGIPANE

THE HOMESWEEPERS

HomeSweepers
Andrea Gulli laptop e nastri
Giovanni Maier contrabbasso
Giorgio Pacorig Fender Rhodes
Paolo Pascolo flauto traverso, sax alto
The Homesweepers nasce nel 2006: il trio Maier/ Pacorig/ Pascolo ha all’attivo il disco Overgrown Babeling per l’etichetta Palomar records, in cui si confronta con la forma tradizionale del trio d’improvvisazione di matrice europea. La formazione ha in seguito preso la direzione della sperimentazione elettroacustica con l’inserimento di Andrea Gulli. Gli strumenti acustici -flauto, sax e contrabbasso- sono messi in relazione con l’apparato elettronico sia digitale che analogico, confrontandosi con le sonorità del piano, del Fender Rhodes e del sintetizzatore.
Il quartetto esplora la dimensione della musica improvvisata e della composizione istantanea, avendo comunque come obiettivo la creazione di un suono riconoscibile, di un’identità di gruppo. Il classico trio fiati/ piano / contrabbasso viene istantaneamente registrato e rielaborato in tempo reale cosicché l’improvvisazione coinvolge elementi doppiati degli stessi musicisti.

ORE 21:00

TROJNIK

Trojnik
Vid Drašler batteria
Tomaž Grom contrabbasso, elettronica
Cene Resnik sax tenore
Trojnik è composto da musicisti che godono di un’invidiabile reputazione sulla scena del jazz sloveno e della musica improvvisata: il gruppo raggiunge dal vivo un’affascinante espressione collettiva che li ha portati ad esibirsi in svariati festival e concerti.
La musica di Drasler, Grom e Resnik si può definire post free jazz, un suono sorprendentemente coerente che solleva quesiti attraverso deviazioni impreviste e intervalli imprevedibili.

HOBOCOMBO

Hobocombo
Francesca Baccolini contrabbasso e voce
Andrea Belfi batteria e voce
Rocco Marchi chitarra, sintetizzatore e voce
Hobocombo è un trio formato da Andrea Belfi (Rosolina Mar, Mike Watt, David Grubbs) alla batteria e voce, Rocco Marchi (Mariposa) alla chitarra, synth e voce e Francesca Baccolini al contrabbasso e voce.
Il progetto nasce come tributo a Louis Thomas Hardin, in arte Moondog, eccentrico compositore americano attivo a New York negli anni ‘60 e ‘70 e precursore delle tendenze minimaliste della musica di Philip Glass e Steve Reich. Now that it’s the opposite, it’s twice upon a time (Trovarobato/Parade 2011) è il loro primo disco che trasfigura in una luce contemporanea i brani senza tempo di Moondog.
In Moondog Mask (Trovarobato/Linèria 2013) la band pone invece l’accento sull’immaginario del Vichingo della 6ª Avenue, sul suo essere un “autore del fantastico”, sulla ricchezza e varietà timbrica delle sue opere, lanciando un possibile ponte con l’exotica, genere che raggiunse lo zenit tra gli anni ’50 e i ’60, proprio nel periodo d’oro di Moondog.

È un piacere, allora, lasciarsi conquistare da un jazz/blues dal groove magnetico, che vive e si incarna in innumerevoli esistenze grazie ad un’inventiva straordinaria.
Giampaolo Cristofaro – The New Noise

DOMENICA 19 LUGLIO

PALAZZO FRANGIPANE ORE 18:00

MALKUTH

Malkuth
Mirko Cisilino tromba
Mattia Magatelli contrabbasso
Alessandro Mansutti batteria
Filippo Orefice sax tenore
Filippo Vignato trombone
Malkuth significa ‘regno’, il piano della realtà in cui viviamo sulla terra, quel mondo sempre cangiante in cui ridiamo, piangiamo, distruggiamo e ricostruiamo, diamo forma alla nostra vita, improvvisando o reagendo.
Molte cosmogonie raccontano di una vibrazione primordiale da cui tutto e’ scaturito.
Noi, come i pianeti, gravitiamo intorno al nostro asse ed interagiamo con altri, con il sole come centro, fonte di vita e cuore dell’organismo.
Tutto interagisce con importanza ed effetto. Tutto e’ consciamente o inconsciamente sostanza e scambio. Ne risultano infinite possibilità. Questa aspira ad essere la musica dei Malkuth.

PHILM

Philm
Philipp Gropper sax tenore
Andreas Lang contrabbasso
Oliver Steidle batteria
Elias Stemeseder piano
PHILM è un organismo vigile e sveglio.
PHILM suona musica del nostro tempo: intelligente, diretta e coinvolgente, modellata da una straordinaria sincronia delle azioni musicali.
Insieme a Hyperactive Kid e TAU, PHILM è il terzo progetto che il tenorsassofonista berlinese Philipp Gropper dirige come leader. Le sue composizioni sono un distillato di idee che, come in un acceleratore di particelle, sono destinate a scatenarsi e scontrarsi tra loro in un distinto e ossessivo focus ritmico, quasi da stato di trance controllata grazie all’apporto di notevoli musicisti quali Andreas Lang, Oliver Steidle e Elias Stameseder

SABATO 18 / DOMENICA 19 LUGLIO

PALAZZO FRANGIPANE ORE 15:00
A cura di Arbe Garbe Lab: Improvvisazione musicale per bambini

L’elemento piú importante nell’attivitá di un musicista è l’ascolto.
L’ascolto è importante nella vita, fondamentale nello stare insieme
L’ascolto inteso come saper ascoltare e ben interpretare per poi interagire con il mondo nel modo giusto.
Questa concezione puó riguardare un momento musicale d’insieme ma anche la vita quotidiana.
L’obiettivo principale di questo corso, tenuto da Flavio Zanuttini, è quello di far crescere nei bambini e nei ragazzi una capacitá di ascolto che sará poi utile nella vita quotidiana, fornendo quindi le basi di una sensibilitá musicale e dei rudimenti teorici che permettano di sviluppare una passione con un’impostazione generale corretta e completa.
Il mezzo che viene utilizzato è la Conduction: un metodo improvvisativo reso celebre da Butch Morris e divulgato in Italia da vari musicisti tra i quali Francesco Cusa.
Questo metodo permette di guidare un’improvvisazione collettiva attraverso l’uso di semplici gesti da parte del direttore. Per partecipare a questo tipo di improvvisazione non è necessario saper suonare uno strumento musicale, al contrario vengono messi sullo stesso piano musicisti esperti e neofiti totali con sorprendenti risultati.

Il laboratorio è rivolto ai bambini delle scuole dell’infanzia e primarie, è gratuito e ci si può iscrivere tramite email a arbegarbelab@gmail.com oppure hybridaspace@gmail.com

Nelle tre serate saranno presenti gli stand del Giardino Commestibile, della libreria d’importazione Kobo Shop, Matite Volanti e Wizard Dischi.

Tutti i concerti sono ad ingresso libero e si svolgeranno a Palazzo Frangipane, in via C. Frangipane.
In caso di maltempo i concerti si terranno presso Villa Moretti, in via Coia.

Loghi

HYBRIDA. radio show – playlist 145° puntata

HYBRIDA. radio show va in onda sui 90.00 mhz di Radio Onde Furlane e in streaming su www.ondefurlane.eu. Prossima puntata: 13 luglio alle ore 21

mc5
MC5
Skunk (Sonicly Speaking)
HIGH TIME

(Atlantic, 1971)

hb
ROOTS MAGIC
The Hard Blues
HOODOO BLUES & ROOTS MAGIC

(Clean Feed, 2015)

a2
ATLANTI live in studio
Transizioni Morbide
Planets

moondog
MOONDOG
Up Broadway
Perpetual Motion

THE STORY OF MOONDOG

(Prestige, 1957)

a3
ATLANTI live in studio
Euclide
Uomo Meccanico

h
HOBOCOMBO
To A Sea Horse
MOONDOG MASK

(Linèria, 2014)

moondog
MOONDOG
5/8 In Two Shades
Moondog’s Theme
In A Doorway

THE STORY OF MOONDOG

(Prestige, 1957)

m
MALKUTH
Necessità

(previously unreleased)

martello
MARTELLO
Theft
Holy Cows Mad Cows

MARTELLO

(Phobos, 2015)

pc
PHILIP COHRAN AND THE ARTISTIC HERITAGE ENSEMBLE
Unity
ON THE BEACH

(Zulu Records, 1967)

SAM KULIK & CAMATTA MONK

19giugno500
ANTEPRIMA TARCENTOJAZZ 2015 – VENERDI’ 19 GIUGNO
ORE 21:00 INGRESSO LIBERO
TARCENTO – PALAZZO FRANGIPANE – VIA C. FRANGIPANE

SAM KULIK
Trombonista e polistrumentista americano, Sam Kulik ha condiviso spesso esperienze sonore dal vivo e su disco con i Talibam! oltre che suonare in solo e con i suo gruppi (Escape From Society, Starring e Nervous Cabaret) e aver collaborato con Anthony Braxton, Peter Evans, Mary Halvorson e John Zorn.

Sam Kulik: voce, chitarra, trombone

CAMATTA MONK
Il quartetto transeuropeo Camatta Monk ha il suono di una piccola brass band: l’ensemble riprende composizioni del leggendario pianista Thelonious Monk e le trasforma e reinterpreta attraverso il filtro delfree jazz e dell’avanguardia contemporanea.
I quattro provengono dalla scena improvvisativa del distretto della Ruhr in Germania e dalle lande friulane. I Camatta Monk sono pronti ad esplorare acque sconosciute brandendo le armi della tradizione!

Simon Camatta: batteria
Julius Gabriel: sax tenore
Florian Walter: sax baritono e clarinetto contrabbasso
Flavio Zanuttini: tromba

Archivio Post