HYBRIDA. radio show – playlist 209° puntata

Ascolta “Hybrida Radio Show 209 11-06-2018” su Spreaker.


JAVIER DIEZ-ENA & HIS THEREMINS
Waikiki Spleen
THEREMONIAL DARK & EXOTIC THEREMIN MUSIC

(Discos Alehop! / Beat Generation, 2017)


JON HASSELL
Slipstream
LISTENING TO PICTURES

(Ndeya, 2018)


JOHN CARROLL KIRBY
Socotra
TRAVEL

(Outside Insight, 2017)


MALPHINO
Kemu Kemu
VISIT MALPHINO

(Lex Records, 2018)


MONSTER RALLY
Sunny Sloth
FLOWERING JUNGLE

(Gold Robot Records, 2017)


SUSANNA AND THE MAGICAL ORCHESTRA
Who Am I
LIST OF LIGHTS AND BUOYS

(Rune Grammofon, 2004)


TEENAGE FANCLUB WITH JAD FAIR
My Life Is Starting Over Again
DANIEL JOHNSTON
Devil Town
Various Artists THE LATE GREAT DANIEL JOHNSTON: DISCOVERED COVERED

(Gammon Records, 2004)


LOURDES REBELS
Rimini Rimini Rimini
LOLITA

(Aagoo Records, 2017)


MR FOTTA
Silenzio E’ Un Ossessione

(Soundcloud, 2018)


KLETKA RED
Pardon, Grand Merci
HYBRID

(Red Note / explain, 2000)


DOWNTOWN BOYS
Live At Zuma 2018


LOURDES REBELS
Apuro Liquido
SNUFF SAFARI

(Aagoo Records, 2015)

HYBRIDA. radio show – playlist 208° puntata

Ascolta “Hybrida Radio Show 208 28-05-2018” su Spreaker.


DAVID BOWIE
Panic In Detroit
ALADDIN SANE

(RCA Victor, 1973)


? & THE MYSTERIANS
96 Tears
96 TEARS

(Cameo, 1966)


MARTHA & THE VANDELLAS
Dancing In The Street
DANCE PARTY

(Gordy, 1965)


R.L. BURNSIDE
Boogie Chillen
A ASS POCKET OF WHISKEY

(Matador, 1996)


MC5
Motor City Is Burning
KICK OUT THE JAMS

(Elektra, 1969)


THE GORIES
Nitroglycerine
I KNOW YOU FINE, BUT HOW YOU DOIN’

(Crypt Record, 1994)


THE GO
Meet Me At The Movies< /em>
WHATCHA DOIN’

(Sub Pop, 1999)


THE VON BONDIES
It Came From Japan
LACK OF COMMUNICATION

(Sympathy For The Record Industry, 2001)


FUNKADELIC
Loose Booty
AMERICA EATS ITS YOUNG

(Westbound Records, 1972)


ANDRE WILLIAMS
Can’t Find My Mind
BLACK GODFATHER
(In The Red Recordings, 2000)


THE HENTCHMEN
Accusatory
THE HENTCHMEN

(Dirty Water Records, 2010)


THE COME ONS
Sunday Drive
HIP CHECK!

(Sympathy For The Record Industry, 2001)


RAS_G & THE AFRIKAN SPACE PROGRAM
Water Broken (The Opening of the Stargate)
STARGATE MUSIC

(Leaving Records, 2018)


HIEROGLYPHIC BEING
Youth Brainwashing and the Extremist Cults
THE RED NOTES

(Soul Jazz Records, 2018)


MR. FINGERS
Inner Acid
CEREBRAL HEMISPHERES

(Alleviated Records, 2018)


YOUNG ECHO
Wicked Ones
YOUNG ECHO

(Young Echo, 2018)


ZUMA FEST. Viaggio nella nuova psichedelia alle porte di MilanoUn audiodocumentario di Giulia Vallicelli e Maurizio Abate
(AudioDoc / Echis / Unza!, 2017)


GLENN BRANCA
Lesson No.2
Lightfield (In Consonance)

THE ASCENSION

(99 Records, 1981)


THEORETICAL GIRLS
Mom & Dad
Computer Dating (Second Version)
Theoretical Girls (Live)

THEORETICAL GIRLS

(Acute Records, 2002)

HYBRIDA. radio show – playlist 207° puntata

Ascolta “Hybrida Radio Show 206 14-05-2018” su Spreaker.


A CERTAIN RATIO
Do The Do
THE GRAVEYARD AND THE BALLROOM

(Factory,1980)


23 SKIDOO
Liquid Noise
JUST LIKE EVERYBODY PART TWO

(Ronin Records, 2002)


THE POP GROUP
We Are All Prostitutes
WE ARE ALL PROSTITUTES

(Rough Trade, 1979)


MEDIUM MEDIUM
Hungry, So Angry
THE GLITTERHOUSE

(Cherry Red, 1981)


JOSEPH K
Heart Of Song
THE ONLY FUN IN TOWN

(Postcard Records, 1981)


CABARET VOLTAIRE
Silent Command
SILENT COMMAND

(Rough Trade, 7″, 1979)


GANG OF FOUR
At Home (He’s A Tourist)
ENTERTAINMENT!

(EMI, 1979)


THE FALL
Kicker Conspiracy
KICKER CONSPIRACY

(Rough Trade, 2×7″, 1983)


THE THREE JOHNS
Death Of An European
DEATH OF AN EUROPEAN

(Abstract Records, 12”, 1985)


EDDIE & THE HOT RODS
96 Tears
TEENAGE DEPRESSION

(Island Records, 1976)


MAGAZINE
Shot By Both Sides
REAL LIFE

(Virgin, 1978)


THE ORANGE JUICE
Simply Thrilled Honey
SIMPLY THRILLED HONEY

(Postcard Records, 7”, 1980)


ONE ELEVEN HEAVY
Old Hope Chest
EVERYTHING’S BETTER

(Kith & Kin Records, 2018)


A HAWK AND A HACKSAW
The Sky Is Blue, the Desert Is Yellow
FOREST BATHING

(LM Dupli-Cation, 2018)


DYLAN CARLSON
Scorpions in Their Mouths
CONQUISTADOR

(Sargent House, 2018)


QUICKSILVER MESSENGER SERVICE
The Fool
QUICKSILVER MESSENGER SERVICE

(Capitol, 1968)


ZUMA FEST. Viaggio nella nuova psichedelia alle porte di Milano
Un audiodocumentario di Giulia Vallicelli e Maurizio Abate
I parte

(AudioDoc / Echis / Unza!, 2017)


DEVO
Space Junk
Mongoloid

Q: ARE WE NOT MEN? A: WE ARE DEVO!

(Warner Bros. Records, 1978)


DEVO
Penetration In The Centrefold (Live)
Freedom Of Choice Theme Song (Live)

Q: ARE WE NOT MEN? A: WE ARE DEVO / DEVO LIVE

(Virgin, 1993)

MAURIZIO ABATE “STANDING WATERS”


VENERDI’ 11 MAGGIO

ORE 21:00 INGRESSO LIBERO RISERVATO AI SOCI ARCI
UDINE – CIRCOLO ARCI MIS(S)KAPPA – VIA BERTALDIA 38

Maurizio Abate ritorna al Circolo Arci MissKappa per la presentazione di Standing Waters ultimo album in solo uscito il 9 Marzo 2018 in CD/LP su Boring Machines/Black Sweat Records.
In questa data il violino di Lucia Gasti affiancherà la chitarra acustica di Maurizio.

Con questo nuovo lavoro Maurizio Abate riprende il discorso iniziato con Loneliness, Desire and Revenge del 2015, ma con una sensibilità narrativa differente. L’aria simbolica che si respira suggerisce un vissuto personale ed universale in cui i pensieri e le percezioni rimangono come avvolti in una eterna ruota cosmica. E’ una condizione che sfocia in una sincera introspezione ed identificazione empatica tra la stasi di un animo interiore e la vitalità fluente di paesaggi acquatici stagnanti. In questa direzione la musica di Abate condensa sempre multiple gamme di spettri emotivi diversi evocati da profondi richiami naturalistici. Le ariose aperture delle corde, i sussurri lontani dell’armonica, le cascate di fraseggi ora più pacati ora più torrenziali possono condurre nel magnifico climax della Nostalgia. Gli arrangiamenti per violino e violoncello di Lucia Gasti introducono in una dimensione da idillio, in passaggi elegiaci di toccante poesia quasi di gusto cameristico, ma allo stesso tempo bagnati dagli umori pastorali e bucolici dei paesaggi autunnali; sono dipinti intrisi di sapori e colori differenti che ricordano la luce e il candore dei tonalismi veneti o dei quadri mobili densi di significato di Tarkovskij. Nei momenti più cupi e tristi gli accordi aperti sono come sospensioni di quesiti e tormenti irrisolti, ma il finale catartico con un piano free e minimale prelude a possibili bagliori futuri, quasi a percepire che anche dove c’è stasi il sole può comunque far brillare la speranza del nuovo sulla radura dello stagno. Rimane il sentore di quella “libertà di espressione” stilistica cara ai visionari Fahey e Basho; ma anche una nitida interpretazione della possibilità espressiva della chitarra solista, assolutamente lirica e contemporanea per la raffinatezza del suono cristallino, che mette questo lavoro in parallelo con le fondamentali prove acustiche di altri grandi come Jim O’Rourke, Jack Rose o James Blackshaw. (parole di Andrea Maria Simoniello)

http://maurizioabate.it/

TARCENTO JAZZ 2018 VII EDIZIONE

TARCENTO JAZZ 2018. VII EDIZIONE
Ex Cinema Margherita, Tarcento (Ud)

L’edizione 2018 di Tarcento Jazz si svolgerà il 4, 5 e 6 maggio. La settima edizione di questo festival continuerà il viaggio attraverso le innumerevoli sfumature del jazz moderno e, come nelle edizioni precedenti, si occuperà dei talenti emergenti e delle nuove direzioni dell’improvvisazione nazionale e internazionale, puntando la sua lente sulle realtà diverse, inquiete, ricche di talenti, utopie e idee. La rassegna si svolgerà nella sala dell’ex Cinema Margherita, ed è rivolta a un pubblico curioso e aperto alle contaminazioni per un tipo di musica dal forte impatto innovativo, come storicamente viene considerato il jazz.

Venerdì 4 Maggio ore 21
GIANCARLO SCHIAFFINI & GIORGIO PACORIG (Italia)
NADAH EL SHAZLY (Egitto)
À L’INTENTION DE MADEMOISELLE ISSOUFOU À BILMA, un film di Caroline de Bendern, colonna sonora di Barney Wilen

Sabato 5 Maggio ore 21
TURNING JEWELS INTO WATER (Haiti / Stati Uniti)
FAWDA TRIO (Italia / Marocco)
THE OLD NEW THING Hybrida sound & light

Domenica 6 Maggio ore 21
AVEC LE SOLEIL SORTANT DE SA BOUCHE (Canada)
AKIRA SAKATA & GIOVANNI DI DOMENICO (Giappone / Italia)

INFO BIGLIETTI
intero €10
*ridotto €8
abbonamento 3 serate:
intero €25
*ridotto €20

*ridotto: under 25, soci Arci

Potrai ritirare i biglietti/abbonamenti presso l’ex Cinema Margherita dalle 18:30 nelle giornate del festival

info: hyridaspace@gmail.com
evento Facebook

VENERDI’ 4 MAGGIO


GIANCARLO SCHIAFFINI & GIORGIO PACORIG
Presentano Dolenti Delitti Dolosi Dalle Dilette Doline (Setola Di Maiale, 2018), lavoro dedicato allo scazzone del Timavo (Cottus scaturigo) una specie ittica endemica della sorgente di questo fiume, in pericolo d’estinzione. Il duo Pacorig-Schiaffini è nato proprio in quella zona, ricca di doline, dove il Timavo entra e scaturisce carsicamente dal suolo; in qualche modo “improvvisa” il suo percorso ed è popolato da creature improbabili come lo scazzone, sorprendente e imprevedibile.


Giorgio Pacorig
Nato il 25 marzo del 1970; pianista, compositore e improvvisatore, Giorgio Pacorig è diplomato al conservatorio “G. Tartini” di Trieste.
Dal 1989 svolge un’intensa attività sia come pianista-tastierista sia come compositore, dando vita a numerose formazioni musicali che spaziano dal jazz alla musica elettronica, dalla musica per film alla musica improvvisata, e avendo modo di collaborare con numerosi musicisti di varia estrazione e provenienza, tra gli altri Joe Bowie, Don Moye, Mark Ribot, Kawabata Makoto, Giovanni Maier, Tobias Delius, Daniele D’Agaro, Axel Dörner, Massimo De Mattia e Jessica Lurie.
Tutte queste esperienze lo portano a suonare negli spazi musicali più vari, dai jazz club ai centri sociali, dalle rassegne di teatro ai festival jazz sia in Italia che all’estero.
Ha al suo attivo una cinquantina di incisioni discografiche come leader e come session man.


Giancarlo Schiaffini
Romano, classe 1942, Giancarlo Schiaffini si è laureato in fisica e si è poi imposto all’attenzione di critica e pubblico come un illuminato compositore, trombonista e tubista autodidatta. Ha partecipato alle prime esperienze di free-jazz in Italia negli anni Sessanta e, proprio in quel periodo, ha cominciato la sua attività di compositore ed esecutore nell’ambito della cosiddetta musica contemporanea. Nel 1970 ha frequentato i corsi di Darmstadt con Stockhausen, Ligeti e Globokar, e ha fondato il gruppo strumentale da camera Nuove Forme Sonore. Nel 1972 si è perfezionato in musica elettronica con Franco Evangelisti, e ha poi lavorato con il Gruppo di Improvvisazione di Nuova Consonanza fino al 1983. La lista dei sodalizi artistici che hanno segnato la sua parabola creativa è molto lunga e variegata, basti citare John Cage, Karole Armitage, Luigi Nono e Giacinto Scelsi. È un elemento fondamentale di una delle più importanti big band europee, la Instabile Orchestra, e ha pubblicato per Ricordi un suo trattato sulle tecniche del trombone nella musica contemporanea.
Info e ascolti: http://bit.ly/2owgKSI


NADAH EL SHAZLY
Nonostante la sua giovane età (è nata nel 1989), Nadah El Shazly è un nome di spicco della scena musicale underground egiziana, e ha alle spalle persino un passato in una cover-band dei Misfits. Negli ultimi anni la cantante si è poi indirizzata verso l’avanguardia, in particolar modo l’elettronica, sperimentando dapprima in solitudine e poi chiamando a sé quel foltissimo ensemble di musicisti che vediamo oggi comparire nei lunghi credits di Ahwar, debutto dello scorso anno.
Ahwar (“paludi” in arabo) è un disco capace di immergerci nei territori dell’ignoto, con una serie di composizioni sperimentali completamente indipendenti l’una dall’altra, in cui la sua voce è sempre l’indiscussa protagonista; una voce che, parafrasando ciò che canta lei stessa, “viene da un tempo lontano e scappa da sola nel deserto”.
Un album di grande interesse, un esperimento riuscito pienamente, un pugno di composizioni ispirate e coinvolgenti sulle quali convergono splendidamente la tradizione e la sperimentazione, dal canto melodico arabo all’avant jazz, dal folk all’elettronica, all’improvvisazione, per un’esperienza musicale di grande spessore e piacere, ricca di spunti e soluzioni originali.
Info e ascolti: http://bit.ly/2GR9qIb


À L’INTENTION DE MADEMOISELLE ISSOUFOU À BILMA, un film di Caroline de Bendern, colonna sonora di Barney Wilen
Il francese Barney Wilen tra gli anni Cinquanta e Sessanta lavora con Miles Davis, Kenny Clarke, Art Blakey e Thelonious Monk. Ma sente che deve spingersi oltre e cerca una fusione tra rock, jazz e psichedelia. All’inizio del 1970 riunisce una squadra di registi, tecnici e musicisti e parte per l’Africa a documentare i suoni del continente. Tutto finisce a scatafascio come in un fim di Herzog, la truppa si perde per strada e dopo due anni Wilen torna a casa con una serie di registrazioni che pubblicherà in un doppio LP, Moshi, nel 1972. Moshi è, come dice Wilen, “Una zuppa dell’umanità. Una trapunta di patchwork dove il filo è l’Africa, ma il materiale è tessuto da fonti e idee infinitamente diverse.” Un incrocio tra jazz africano, escursioni funky, Miles Davis, Herbie Hancock, Soft Machine, i meccanismi psichedelici dei Grateful Dead, in cui non si capisce dove finisce l’Africa e inizia Barney Wilen.

SABATO 5 MAGGIO


TURNING JEWELS INTO WATER
Il progetto nasce dall’incontro tra la compositrice, percussionista e turntablist haitiana Val Jeanty e il compositore e percussionista statunitense Ravish Momin durante una residenza artistica a New York nel settembre del 2017. La loro collaborazione, radicata nell’improvvisazione e strutturata come un rituale, evoca i regni esoterici del subconscio creativo: ispirandosi alla religione voodoo, Val ricrea l’antico ritmo e la vibrazione di Haiti attraverso l’elettronica, mentre Momin, con un background di tradizione indiana, nordafricana e mediorientale, ha sviluppato un originale mix di ritmi elettro-acustici, che fonde l’improvvisazione del jazz a quella della musica indiana.
Insieme esplorano le potenzialità delle nuove tecnologie per creare un flusso ininterrotto tra sonorità acustiche e elettroniche.
Info e ascolti: http://bit.ly/2HTZoao


FAWDA TRIO
Il Fawda Trio nasce a Bologna nel 2011 dall’incontro dei musicisti Fabrizio Puglisi, Danilo Mineo e Reda Zine originario di Casablanca. La musica dei Fawda naviga tra repertorio sacro e profano, testimoniando un patrimonio musicale aperto alle influenze di altri linguaggi. L’impronta dei Fawda proviene dalla musica Gnawa marocchina e dal suono basso e caldo del Guembrì, strumento tradizionale a tre corde, testimone di una cultura musicale legata alla trance, alla guarigione, al sufismo e ad antichi culti di possessione. Un incontro inedito tra tradizione e innovazione che attinge dalle sonorità Gnawa, dall’elettronica e dal jazz contemporaneo, da Sun Ra a Coltrane.
L’LP Road to Essaouira, prodotto dall’etichetta Original Cultures (UK/IT), e’ stato inciso in Marocco nel 2016, in collaborazione con i Dj/producers londinesi Swami Million, con il Maallem Najib Soudani e i musicisti della confraternita Gnawa di Essaouira.

One of the most underrated releases of the year, a hypnotic ensemble of deep, obscure and native jazz GILLES PETERSON

Info e ascolti: http://bit.ly/2FDfOmM

Reda Zine guimbrì, voce
Classe ’77, autore, compositore poliglotta, musicista e documentarista attivo dal 1996 a Casablanca con i Carpe Diem e dal 1999 a Parigi con i Café Mira (EMI). E’ in Italia a partire dal 2008 dove ha fondato gli Hardonik e suonato e registrato con i Voodoo Sound Club. D.A. di Creative Commons MENA dal 2011 al 2015 e vincitore del CC Korea2012, ha diretto vari progetti musicali e visual P2P nel mondo arabo e non solo. Ha inoltre collaborato con Chuck D dei Public Enemy per il suo ultimo documentario, “Long Road to the Hall of Fame”, e per la sua colonna sonora originale (Slamjamz Records). Con i Fawda riesce ad integrare le sue varie influenze musicali, con ispirazioni afrofuturistiche.

Fabrizio Puglisi piano, ARP Odyssey synth, percussioni, voce
Apprezzatissimo e conosciuto solista nell’ambito del jazz e delle musiche improvvisate, ha collaborato tra gli altri con David Murray, Don Byron, John Zorn, Steve Lacy, Tristan Honsinger, Han Bennink, Hamid Drake, William Parker, Louis Sclavis, Lester Bowie, Rob Mazurek, Don Moye, Butch Morris, Kenny Wheeler, Enrico Rava, Flavio Boltro, George Russell, Dave Liebman, Michel Godard, Deus Ex Machina, Mark Dresser, Cristina Zavalloni, Gianluca Petrella, Italian Instabile Orchestra, Keith Tippett, Gunter Baby Somme Orchestra, Keith Tippett, Gunter Baby Sommer, Alfio Antico. Insegna Pianoforte Jazz al Conservatorio “Dall’Abaco” di Verona a alla Siena Jazz University.

Danilo Mineo percussioni, voce
Considerato percussionista poliedrico attivo in vari gruppi musicali e produzioni discogra?che: Voodoo Sound Club, Mop Mop, Guantanamo, The Mixtapers, Kalifa Kone Ensemble con cui si è esibito in vari festival internazionali di musica, Europa e Africa. Ha collaborato tra gli altri con Giancarlo Schiaffini, Roberto Freak Antoni, Roy Paci, Gianluca Petrella, Famoudou Konatè e tanti altri. In ambito didattico, nel 2102 la casa editrice Carisch pubblica il suo “Autodidatta” metodo completo per percussioni. Nel 2017 in collaborazione con il vibrafonista Pasquale Mirra realizza la produzione di un manuale di educazione musicale rivolto ai bambini “Musica e Gioco”.

Brothermartino mpc, synths
E’ un musicista/produttore/Dj attivo in molti progetti diversi. In qualità di sassofonista e flautista e di producer/beatmaker ha inciso su etichette come Jazzman Records (UK), Sonar Kollektiv (D), Irma Records (IT), Fuzzoscope (USA), Record Kicks (IT), Dub Dojo (USA), Bassplate, ecc. ed il suo ultimo vinile per la berlinese Money $ex Records di Max Graef e Glenn Astro, sta ottenendo importanti consensi da influenti Dj della scena internazionale. E’ co-fondatore dei The Mixtapers, ed ha inciso con Georgia Anne Muldrow, Dudley Perkins, Mark Wonder, Buscrates 16bit Ensemble, Mecca:83, Dj Lugi, The Ivory Boy, e molti altri.

THE OLD NEW THING Hybrida sound & light
Set musicale incentrato sulla black music degli anni Sessanta e Settanta, mentre la parte visuale si svilupperà attraverso foto dei musicisti dell’epoca, degli attivisti politici, delle copertine dei dischi e di filmati e spezzoni di film del periodo.

DOMENICA 6 MAGGIO


AVEC LE SOLEIL SORTANT DE SA BOUCHE
Il quartetto Avec Le Soleil Sortant De Sa Bouche è una sorta di super-gruppo del giro della label canadese Constellation che vede al basso Jean-Sébastien Truchy dei Fly Pan Am, alle chitarre Eric Gingra e Sébastien Fournier e alla batteria Samuel Bobony che hanno bazzicato in mille formazioni legate all’etichetta.
La band si allontana però dalle coordinate sonore post rock apocalittiche della Constellation per dare sfogo a un suono vorticoso, perso tra aperture cosmiche e ritmiche afro funk, anfratti dub, rumorismi e suoni ambientali, bordate di synth e slanci melodici. Come una jam session tra Tortoise e Talking Heads.
Info e ascolti: http://bit.ly/2FEVTDQ


AKIRA SAKATA & GIOVANNI DI DOMENICO
La differenza generazionale rappresenta il fattore di riuscita di questo duo: entrambi i musicisti proiettano i loro mondi artistici mettendoli l’uno accanto all’altro, ma senza prevaricazioni, con rispetto; e dall’integrazione non sintetica delle due prospettive se ne ricava una terza, somma amplificata delle precedenti. Sakata porta con sé la sua pragmatica e unica visione orientale che si nutre anche dell’improvvisazione libera, rivisitata come in una sorta di filtro universale, privata delle sue originali connotazioni occidentali. Akira volteggia tra escursioni melodiche, brevi e ipnotiche elucubrazioni vocali che sanno di tradizione teatrale, campanelli che funzionano come break di scena e improvvise sferzate nello spettro dell’improvvisazione più rude e caotica.
Di Domenico invece è un frutto della modernità: pensoso, sistematico, con approcci differenziati alla tastiera che non disdegna un respiro melodico. Ma la vera qualità artistica del pianista è il saper mettere le note giuste al posto giusto nel mosaico che si compone gradualmente nello sviluppo musicale. Una capacità evocativa sempre presente, che utilizza patterns musicali differenti, ma che avvinghia e non delude mai.


Akira Sakata
Akira Sakata è tra i maggiori protagonisti del free jazz giapponese fin dai primi anni Settanta, quando entra a far parte del trio del pianista Yosuke Yamashita, contribuendo a definirne il suono e facendosi notare da subito tanto per la tecnica strumentale estremamente avanzata, quanto per la forza iconoclasta nel modo di suonare, capace di costruire un muro di suono invalicabile eppure sempre preciso e tagliente. In seguito ha sviluppato diversi progetti personali e importanti collaborazioni con, fra gli altri, Bill Laswell, Pete Cosey, Ronald Shannon Jackson; e in anni recenti con talenti emergenti quali Darin Gray e Chris Corsano (nel trio Chikamorachi), ma anche con nomi storici del noise nipponico come Merzbow e Hijokaidan.


Giovanni Di Domenico
Italiano di nascita ma residente in Belgio, Giovanni Di Domenico è un pianista e sperimentatore elettronico che si è fatto notare per le collaborazioni importanti (tra gli altri: Jim O’Rourke, Akira Sakata, Tony Allen) e per la curiosità onnivora con cui affronta i molti progetti originali che lo vedono protagonista. Influenzato in egual misura dalla tradizione più avventurosa del piano jazz e dalle molteplici suggestioni di un’infanzia passata tra Libia, Camerun e Algeria, nella sua musica si sentono gli echi di Paul Bley e Cecil Taylor, ma anche il canto del muezzin e le strutture ipnotiche della musica rituale africana, il rock e l’improvvisazione libera più radicale.
Info e ascolti: http://bit.ly/2t4h1Rh

Testi per Akira Sakata & Giovanni Di Domenico a cura del Centro d’Arte Padova.

SABATO 5 MAGGIO


Jazz&Sketches – Workshop
Il disegno dal vero istantaneo
in concerto… che segno suona?
con Giulio Calderini urban sketcher
+ i musicisti del festival

Programma
ORE 16
Accredito base (euro 10) – Accredito + concerti serata (euro 15)
ORE 16.15-17 Approccio concettuale / Dimostrazioni, tecniche di base e consigli / Esercizi assistiti e ricerca sul “segno bianco&nero Jazz” / …rompere gli indugi!
ORE 17-18.30 Set dal vivo con i musicisti in prova. Si disegna sul palco e in giro. Temi in campo: scelta del soggetto e delle inquadrature, composizione, illuminazione, piani prospettici, espressività della figura in movimento…Sentire, “schizzare” molto, divertirsi.
ORE 18.30-19 Riunione finale per analisi dei lavori eseguiti e approfondimenti sull’esperienza.
DALLE ORE 21 Per chi si è accreditato. Durante i concerti della serata potrà continuare a disegnare sul taccuino tra il pubblico, seguendo musica e musicisti. Il “tutor” sarà vagante ma raggiungibile.

Vuoi partecipare?
Allora devi portare un minimo di materiali. Disegnare dal vero in giro richiede equipaggiamento leggero soprattutto ai concerti: musicisti in continuo movimento, condizioni di luce minime, quasi sempre in piedi. Per cui: taccuino Moleskine o simili (preferibile, nella tradizione del taccuino da viaggio) oppure blocco da disegno (A5) con carta adeguata alle tecniche impiegate, che possono essere: 1) grafiti – matite, carboncini, pastelli = toni di grigio. 2) penne/pennarelli vari spessori = B&N al tratto.
Chi desidera può portare anche dei pennarelli a colori, anche se la scelta di fondo del workshop è lavorare in “bianco&nero jazz”, sostanzialmente con tratteggio o toni di grigio.
Sei un principiante? L’occasione per verificare le tue potenzialità e motivazioni.
Praticante? Regalati un’esperienza unica: disegnare a contatto con musicisti dal vivo e perfezionare la tua tecnica.

Chi è?
Giulio Calderini ha un lungo percorso professionale come illustratore e grafico, su committenza e sul piano della ricerca espressiva personale. Ha sperimentato varie tecniche grafiche in ambiti artistici e nella comunicazione visiva. Da sempre interessato al rapporto immagine e musica (suoni e segni)…
A volte abbandona i mondi immaginifici per uscire e tentare di descrivere, taccuino alla mano, una delle realtà possibili: l’attimo del disegno dal vero. Fondatore del gruppo Urban Sketchers “Matite Volanti”.

TARCENTO JAZZ 2018 VII EDIZIONE
CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI TARCENTO
LA COLLABORAZIONE DI DOBIALAB
MEDIA PARTNER RADIO ONDE FURLANE THE NEW NOISE

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