3/4 HAD BEEN ELIMINATED

Sabato 25 febbraio ore 22

Tony Arrabito batteria
Stefano Pilia chitarra elettrica, microfoni, elettronica
Claudio Rocchetti giradischi, radio, elettronica
Valerio Tricoli tape loops, microfoni, elettronica

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La band, al suo secondo disco, è autrice di sonorità a cavallo tra sperimentazione elettroacustica, field recordings e lunghe suite post-rock. I 3/4 Had Been Eliminated riescono a stupire e lo fanno nel migliore dei modi: Stefano Pilia, Claudio Rocchetti, Valerio Tricoli (a cui si aggiunge il batterista Tony Arrabito, già ospite del primo album e di diversi live) realizzano, a modo loro, con “A Year Of The Aural Gauge Operation” l’album rock.

www.shiftingposition.org

FABle

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Il duo francese FABle (FAB.io laptop, sintetizzatore e voce e Alexis B, video) riunisce diverse influenze all’interno di un’elettronica ricca e dettagliata: uno spettro sonoro esteso, costituito da ritmi diversi, suoni contorti, intervalli ambient ed un mix di melodie ibride, immerso in un’atmosfera intensa e dark.
Una collezione di esperimenti riuniti in un’indefinibile esperienza sonora.

www.musicafable.com

ingresso 5 euro

3/4 HAD BEEN ELIMINATED
A Year Of The Aural Gauge Operation (2005, Hapna)
“A volte un nuovo disco arriva come un dono inaspettato. Liberi da costrizioni e incuranti di ogni must all’indomani di un promettente album d’esordio nell’ambito della sperimentazione radicale e dell’improvvisazione, i 3/4HBE riescono a stupire e lo fanno nel migliore dei modi. Stefano Pilia, Claudio Rocchetti, Valerio Tricoli (a cui si aggiunge il batterista Tony Arrabito, già ospite del primo album e di diversi live) non hanno paura di contraddirsi ma, per dirla con Walt Whitman, dimostrano di “contenere moltitudini”. In altre parole realizzano, a modo loro, l’album rock. Pur conservando il bagaglio di suoni-fantasma, drones e distese malinconiche, ritmi implacabili, samples pungenti impiegato nel primo disco, in questa occasione i 3/4 danno libero sfogo a pulsioni precedentemente inespresse e creano una raccolta di brani, in alcuni casi mini-suite di dieci minuti, in cui prevalgono l’elemento “suonato” e un lirismo sommesso. Basti ascoltare la traccia di apertura Widower, la sua melodia che si manifesta senza troppi preamboli e gli squarci di una voce solitaria che risuona lontana, poi trasfigurata in una costellazione di effetti percussivi; oppure Labour Chant, con i suoi cori cupi e sospesi, samples che ricordano i momenti più introversi di Philip Jeck, un incessante gorgoglio sonoro di concretismi e cascate noise che sfocia nella suspense di arpeggi staccati e sussultanti; i riff di chitarra vagheggiati in As Of Yore, sepolti in un mare di field recordings da cui emerge un gemito straniante. Nel corso del disco troverete spesso voci che aleggiano tra residui sonori (Shifting Position), frammiste a crescendo di chitarre o racchiuse in un mare di risonanze memori del Grand Cinema di Dean Roberts (Wave Bye Bye To The King), raccolte in cori sghembi, ibridi di drone-folk stellare (Monkey Talk). Ogni brano è intarsiato di raffinatezze sonore e dettagli preziosi; a volte vi sembrerà di trovarvi nelle lande brumose esplorate dagli Organum, in altri momenti le architetture corali riecheggiano della psichedelia più travolgente. Soprattutto – al di là di ogni possibile discendenza reale o immaginaria – ci sono quattro musicisti, e un disco, dalla personalità straripante”.
Daniela Cascella, Blow Up #89, ottobre 2005

Una risposta a 3/4 HAD BEEN ELIMINATED

  • corrado scrive:

    il concerto di Tarcento è stato eccezzionale.
    Vanno sentiti dal vivo, i CD non danno l’idea di quanto bravi siano.

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