THE GREAT ROCK’N’ROLL SWINDLE di JULIAN TEMPLE + HELL W10 di JOE STRUMMER

giovedì 11 dicembre – NAVEL, Foro Giulio Cesare n.13 Cividale Del Friuli ore 20.30 – ingresso libero con tessera Navel

THE GREAT ROCK’N’ROLL SWINDLE
G.B. 1980. 105min. Prodotto da J. Thomas & Don Boyd. Con Malcom McLaren, Sid Vicious, Johnny Rotten, Steve Jones, Paul Cook, Ronnie Biggs, Mary Millington, Liz Frazer, Julian Holloway, Irene Handl, Eddie Tenpole Tudor, Sue Catwoman, Glenn Matlock, The Black Arabs, Nancy Spungen, Helen Wellington-Lloyd. Regia di Julian Temple. Musica Sex Pistols. Lingua: inglese

La grande truffa del rock’n’roll, è un vero e proprio film culto della generazione punk, girato da Julien temple nel 1980. Un film divertente, e mortalmente serio, che fa a pezzi lo stesso mito dei Sex Pistols (e del film), stabilisce un ulteriore cambio di percorso, e con assordante e sicura sfacciataggine morde la mano che lo nutre, vale a dire l’industria dell’umana felicità. Un film che ha direttamente a che fare con qualcosa di marcio (Rotten), e con qualcosa di vizioso (Vicious), e ci va dentro in modo tale che diventa subito chiaro come tutta la faccenda non poteva essere altro che una truffa: McLaren, con una brillante mossa da giocatore di scacchi, trasforma la debolezza in forza. E Temple, con lui, tiene tutti sul filo, incuriositi, irritati, affascinati, travolti. Comunque nessuno è risparmiato. A vedere questo film il resto sembra improvvisamente vecchio. Un film che fa ridere, tanto e rumorosamente. E l’umorismo è un’arma potente. Un umorismo a sorpresa, nelle immagini, nei salti, nei suoni, nei tempi… E l’arma dello shock, tante volte usata a sproposito, qui funziona, perchè è rivolta nella direzione giusta, per deninciare, demistificare, smontare, e soprattutto per accendere il riflettore più grande proprio sulla puzza della truffa. La grande truffa del rock’n’roll è sconvolgente e provocatorio proprio perchè è un grande successo di rockpop movie: carnale, triviale, mitico, spregevole.
“E’ la storia dei Pistols dietro la storia del loro manager McLaren, – scrive Silvestri su “il manifesto” – dentro la storia di una Gran Bretagna di non molto tempo fa. Il film è costato tre anni di lavoro, ha sputato uno dopo l’altro quattro registi, quattro produttori, un processo, liti violente. Poi quando tutto è finito, e il film è uscito finalmente a Londra, The Great Rock ‘n’ Roll Swindle aveva lasciato sul campo due cadaveri, quelli di Sid VIcious e signora, e quello di una band punk volatilizzata, morta sepolta: quindi i cadaveri sono tre. Il “Quarto potere” del film rock, lo ha definito “Variety”. Solo che lì Citizen Kane moriva ricco e disperato, e il potere della stampa restava; qui McLaren vive discretamente in soldi e felice, mentre il potere del rock’n’roll continuamente vacilla, si anacqua… Il film, lo doveva girare Russ Meyer, quello dei soft porno perfetti. Poi sullo scheletro di Who Killed Bambi? (questo il titolo di Meyer) il nuovo regista Julien Temle, che inseguiva i Pistols con la sua cinepresa fin da piccolo, è riuscito, come un novello Frankenstein, a rimettere al suo posto nervi e cuore, budella e muscoli di una finta banda e di un film-colabrodo, contribuendo al successo della truffa.” Nel film ci sono ben 24 brani delle pistole del sesso. I più importanti sono quelli di proprietà storica dei Pistols primo periodo, quando la band era diretta da Matlock, e Rotten aveva la voce più dura e selvaggia. Ecco allora I Wanna Be Me con un testo ossessivo e brillante rubato al linguaggio dei media, poi la versione di Anarchy come da bootleg ma corretta in studio e sfondata in una nuova esplosione di rabbia. Quindi Johnny B. Good, Roadrunner, Substitute, tre standard del rock ripresi per puro divertimento, conla band che ci scorazza sopra, e Rotten che si dimentica le parole e allora comincia a bestemmiare, e alla fine parte con una delle sue solite cantilene strascicate, in crescendo, fino a decollarefuori di testa. E infine Belsen Is A Gas, nella versione registrata al Winterland di San Francisco (l’ultimo micidiale concerto del loro tour americano), una performance formidabile, il massimo della disperazione e del disgusto, un comunicato come un ultimatum, con tutti i Pistols che si fermano per pochi secondi di silenzio terribile, lungo una vita, poi gli applausi… Rotten piegato che improvvisamente si alza e urla “Belsen! Mucchio di fascisti!”, che non è solo la sintesi di quel pianto sull’abisso che è sempre stato il punk, ma anche uno dei più severi attacchi portati dal rock al comportamento della razza umana: “Sii uomo/Uccidi qualcuno/Sii uomo/Uccidi te stesso”. Poi ci sono le canzoni di Vicious (dal cartoon di Something Else alla parodia di Sinatra in My Way), quelle di Cook e Jones, le più ironiche e swing; e infine quelle di McLaren: dall’apertura orchestrale di God Save The Queen alla velenosa vendetta di Emi. (Giandomenico Curi – I FRENETICI – Arcana Pop)

SCHEDA: Un infilata di stili diversi, di indicazioni ‘morali’ e di finti disperati scandali: Un attacco alla corruzione del bisiness musicale come alla follia marcia di McLaren. Un documento imponente sul fenomeno punk e uno dei migliori film inglesi degli anni Settanta: una sorta di amalgama che mette insieme Sam Fuller, Frank Tashlin, Godard e Dickens. Malcom McLare, manager dei Pistols, insegna alla nana Helen Wellington-llyod, e agli spettatori, i mille modi di truffare l’industria discografica: prima lezione, come mettere in piedi un gruppo; seconda lezione, come far diventare famoso il nome dei Pistols; terza lezione, come piazzare la truffa; quarta lezione, non suonate e non svelate il vostro gioco; quinta lezione, come rubare il più possibile a una casa discografica; sesta lezione, come diventare la più grossa attrazione turistica del mondo; settima lezione, come coltivare l’odio (la più grande risorsa); ottava lezione, come diversificare gli affari, e che affari; nona lezione, come portare la civiltà ai barbari; decima lezione, ‘chi ha ucciso Bambi?’ Un documentario controverso, di grande libertà formale, oltraggioso e cinico, l’unico in grado di raccontare la follia, il terrore e l’immaturità della band più (in)degna del punk inglese. Per molti l’unico grande vero film sul punk, un cult assoluto, soprattutto la incredibile sequenza di Sid Vicious che canta My Way con tanto di giacca bianca, svastica e pistolettate sul pubblico… Ma tutto il film è pieno di grandi momenti musicali sempre sul filo della provocazione, del divertimento, della violenza distruttiva, continuamente in bilico tra sovversione e stupidità; a cominciare dalla scena in cui i quattro (Johnny, Sid, Steve e Paul) provano No Feelings, o i due video storici di God Save The Queen e Pretty Vacant, o ancora i liva set leggendari del tour americano, soprattutto l’ultima data, quella di San Francisco… (Giandomenico Curi – I FRENETICI – Arcana Pop)

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HELL W10
G.B. 1983. 50min. Regia di Joe Strummer.
Sotto la sigla ‘Hell W10’ si cela un raro ed ancora poco conosciuto documento sulla storia dei Clash. Si tratta di un cortometraggio in bianco e nero scritto, prodotto e diretto da Joe Strummer nell’estate del 1983 durante la pausa tra due turnè dei Clash. Girato con lo stile dei film di inizio novecento, narra di una gangster story nel set della West London, con Mick Jones nella parte di un boss senza scrupoli in doppiopetto e Paul Simonon in quella di un giovane teppista con le palle, che riesce a fregarlo in una storia di vendette e filmini porno. Meraviglioso per la faccia di Simonon con la scoppoletta in stile film Usa anni ’40, i capelli ingelatinati di Jones, e per i passaggi dei tabelloni con le battute da film muto. La colonna sonora è basata esclusivamente su canzoni dei Clash (interessanti alcune versioni solo strumentali e altre dub di: First Nite Back In London, Know Your Rights, Long Time Jerk, Cool Confusion, Ghetto Defendant, Junco Version, Atom Tan, Overpowered By Funk, Red Angel Dragnet e Rock The Casbah)

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