STEFFEN BASHO JUNGHANS & STOP THE WHEEL – folk! now!

Sabato 26 novembre ore 22

sbj.jpg STEFFEN BASHO JUNGHANS
Steffen Basho Junghans, virtuoso della chitarra acustica e del fingerpicking, è tra i più accreditati discepoli europei di quella Takoma school che ha avuto come grandi maestri gli ormai compianti John Fahey e Robbie Basho, di cui il musicista berlinese ha interiorizzato anche la propensione verso lo zen e i raga indiani, senza per questo dimenticare Peter Lang o Leo Kottke. Lo dice il nome stesso, Steffen Junghans che oggi vive tra Berlino e la Turingia, si è aggiunto il nome Basho proprio in omaggio a Robbie Basho, oltre che naturalmente al poeta e maestro zen Matsuo Basho. E con un fervore tale per cui una buona parte del suo web site è un bell’archivio curato con rara devozione, su quello che per Steffen è padre e fratello insieme.
Molti dei suoi dischi, i due volumi di “Fleur De Lis”, “Song of Earth”, “In Search of the Eagle’s Voice”, il magnifico “Rivers and Bridges”, sono naturalmente ispirati allo stile fluido e “raga” di Robbie Basho, ma nel tempo crescono anche le sue opere più sperimentali come “Inside”, “Waters In Azure”, “Landscape in Exile” o gli ultimi “7 Books” e “Unknown Music 1 Alien Letter”, dove si giocano diverse possibilità dallo “strumming” allo “sliding”. L’influenza della “Takoma school” è molto più evidente nei primi lavori di Junghans, come se una volta appresa la lezione e fatta propria fino all’intimità del proprio dna, egli sentisse il bisogno di andare oltre ed elaborare/liberare finalmente un proprio linguaggio personale. Appunto a partire da “Inside” la musica diviene un po’ più complessa, il suono si fa più scarno, quasi minimale, e si intravede la voglia di evolvere, di sperimentare una musica in continua evoluzione quella di Steffen Basho, la cui intenzione è quella di di scoprire quello che chiamiamo mondo o paesaggio, bellezza o armonia.
Il blu e l’azzurro sono colori sempre ricorrenti (Steffen Basho è anche pittore e “Azure” ha per nome una serie di suoi dipinti…) e la sua musica nei momenti più alti è permeata della stessa viscerale intensità/profondità dei monocromi di Yves Klein o Rothko. Artisti peraltro a cui apertamente Steffen si è ispirato ad esempio negli undici minuti conclusivi di Azure n°1 con la sei corde suonata “monocromaticamente” con un solo dito della mano sinistra. Eppure sono proprio le ripetitività in perfetto stile strumming, in grado di ricordare più Charlemagne Palestine che non i maestri della Takoma, a toccare le corde della nostra emozione. Rod Poole è un altro nome che viene in mente. L’energia che Steffen Basho Junghans profonde nella sua musica tocca vertici finora mai raggiunti, e Azure n°l non è più modello ascrivibile alle nobili scuote chitarristiche sopra citate, ma un lucido esempio di puro minimatismo, ne più ne meno.
www.bluemomentarts.de

STOP THE WHEEL
Stop The Wheel è il progetto solista di Francesco Candura, bassista dei Jennifer Gentle, che compone canzoni per sole chitarra e voce. Francesco è un ottimo chitarrista con un modo davvero articolato di suonare, tanto che qualche giornalista ha osato l’accostamento, nemmeno troppo azzardato, con l’innominabile Nick Drake e i primi Belle&Sebastian, concludendo che “…l’album, impreziosito da una copertina deliziosa, è fragile e affascinante, orgogliosamente indipendente…” (Giuseppe Botter / Fuori dal Mucchio)
www.myspace.com/stopthewheel

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