ROLLERBALL + OvO

Domenica 24 aprile ore 22

rollerball.jpg ROLLERBALL
Americani di Portland, i Rollerball pagano il dazio del gruppo indipendente fuori dalle logiche di mercato che non scende a compromessi e che ha come unico obiettivo continuare a fare la musica che più li appaghi in barba ad ogni desiderio di celebrità.
I Rollerball partono nella seconda meta’ degli anni ’90 come un trio con Mae Starr (tastiere, violino, voce) e Mini Wagonwhell (basso) alla guida.
Il loro primo lavoro, “Garlic”, molto diverso da tutte le uscite successive, ricorda a tratti i Pain Teens, per il drumming pesante, per l’uso del synth e per la voce alla Bliss Blood.
Nel 1998 ” We Owned Lions” vira decisamente a favore di un suono elettronico, cupo e ossessivo, con un forte influsso dell’avanguardia (suoni casuali, fiati free).
Tralasciando una marea di collaborazioni, singoli e similia, nel 2000 esce poi “Einaugige Kirsche”, registrato nel 1998. Si tratta di un EP che contiene la lunga “Stone Cold Rhythm Dog”, una cavalcata alla “Sister Ray” con basso cupo, rumorismi di suoni concreti ed elettronici, space rock e voce femminile in trance.
Questo EP sancisce anche il passaggio alla Road Cone. “Bathing Music” mostra che quei risultati non erano frutto del caso . L’ensemble si e’ ora fatto complesso e include violino, basso, batteria e tromba. Anche lo stile al pianoforte si e’ evoluto, cosi’ come la scrittura: comincia a spuntare l’ombra di Sun Ra nella maniera di aggregare i suoni.
“Trail Of The Butter Yeti” ha mostrato una maggiore di capacita’ di “organizzare” il suono, si avvicina a piena maturazione anche l’equilibrio compositivo tra le varie parti: spesso i Rollerball sembrano una piccola orchestra sui generis. E’ l’album piu’ compatto e meno umorale, quello dove i brani si assomigliano di piu’ tra loro, un’opera dalle enormi ambizioni, che non fa mistero di voler creare una quasi improponibile sintesi tra gli sperimentalismi del free jazz e i detriti fluttuanti del progressive più epico e avanguardistico, tenendo ovviamente d’occhio il calderone sempre più caotico dei “nuovi suoni”.
I lavori sucessivi, “Porky puppet”, “Long walk for ice cream”, “My first cowboy” (con gli OvO), “Real hair”, “Behind the barber” ed il fresco di stampa “Catholic paws/catholic pause” continuano in quella direzione, tra Canterbury Sound e Rock In Opposition, folk psichedelico e sperimentazione, free jazz ed elettronica.
spastic psychedelic progressive free rock!!!
www.myspace.com/rllrbll

OvO
OvO: noir contro gore, sottili perversioni contro sfasci totalizzanti: la fredda crudeltà di “Che fine ha fatto Baby Jane?” contro l’esplosione splatter di “Texas Chainsaw Massacre”. Un gusto spiccato per suoni estremi, mai però autocompiaciuti grazie a un altrettanto marcato sense of humour. Il duo di Bruno Dorella e Stefania Perdetti è nato soltanto quattro anni fa ma ha già raggiunto un’identità del tutto peculiare attraverso un’onestà assoluta verso i propri mezzi creativi.
E ancora, una tensione mai spenta verso soluzioni sonore di confine e un gusto viscerale per la performance. Alle spalle, un sottofondo di pulsioni, ghigni e ossessioni che ribolle incessante, un’attività live a dir poco instancabile e una versatilità che ha condotto a importanti collaborazioni e incontri con musicisti dalla comune irruenza creativa.
Già con il primo album “Assassine” (2001) gli OvO ci avevano scaraventati senza troppi complimenti in una galassia musicale in subbuglio, tra asimmetrie no-wave e aggressioni noise: in questo modo aprivano squarci sanguinanti in una materia sonora irrequieta, un’irrequietezza che ancora oggi dimostrano nei loro concerti in cui inscenano scontri di forze sotteranee, dove l’urlo incontra il suo contrario e gli stridori sono attenuati da squisiti momenti ludici.
L’anno successivo è il momento di un secondo cd di pezzi furiosi, “Vae Victis” (2002), in cui gli OvO sono affiancati da Jacopo Andreini per dar vita a un lavoro fulminante, dal suono senza compromessi – e “My First Cowboy” (2002) con i Rollerball, un lavoro sfaccettato, delirante e visionario. Da non dimenticare inoltre i numerosi progetti collaterali di Stefania e Bruno, in particolare le Allun per la prima, i Ronin per il secondo, che contribuiscono senz’altro ad arricchire di input i materiali degli OvO.
E dopo l’ideale “consacrazione” da parte del re del noise giapponese K.K. Null, con il quale gli OvO hanno di recente realizzato uno split cd, è la volta di “Cicatrici”, il lavoro senz’altro più compiuto fino ad oggi in cui le filastrocche infantili si trasformano in ossessioni, le ombre più scure sono attraversate da sorrisi obliqui e la tensione tra anima metal e anima industriale scaturisce in tracce inquietamente vitali. Il tutto controllato da un’ironia pungente, che fa sì che il lato ludico degli OvO non scada mai nella buffoneria circense né il lato noise ricada nell’esagerazione.
avant-rock, caos-core
www.barlamuerte.com/bands/ovo/index.htm

mikai
harsh noise

OVEROOM
dj set electrodisastro

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