JUBILEE di DEREK JARMAN

giovedì 20 novembre – NAVEL, Foro Giulio Cesare n.13 Cividale Del Friuli ore 20.30 – ingresso libero con tessera Navel

JUBILEE
G.B. 1978. 104min. Prodotto da H. Malin & J. Whaley. Con Jenny Runacre, Little Neil, Toyah Wilcox, Jordan, Hermine Demoriane, Ian Charleson, Karl Jonhnson, Linda Spurrier, Neil Kennedy, Orlando, Wayne County, Richard O’Brien, David Haughton, Helen Wellington-Lloyd, Adam Ant, Claire Davenport, Lindsay Kemp & Troupe, Gene October, The Slits, Howard Malin. Regia di Derek Jarman. Musica di Brian Eno Lingua inglese Sottotitoli italiano

Il film è considerato un manifesto ideologico-musicale-visivo del movimento punk. Jarman ci presenta, in modo assolutamente alternativo, il profilo di una Gran Bretagna dove regna solo la violenza e l’anarchia, una satira feroce e un irriverente “omaggio” alla Corona inglese. Il mago John Dee (Richard O’Brien di “The Rocky Horror Picture Show”) porta la regina Elisabetta I (Jenny Runacre) nell’ Inghilterra moderna, un Paese in preda all’anarchia dove un produttore discografico (Jordan Orlando) detiene il potere e la malvagia Bod (Jenny Runacre) capeggia un gruppuscolo di lesbiche assassine.
Questo e’ uno dei primi lungometraggi del regista icona queer Derek Jarman. Jubilee è un lungometraggio del 1977 che Jarman gira in piena epoca punk. La storia inizia con la Regina Elisabetta I che intraprende un viaggio nell’Inghilterra della fine del ventesimo secolo (1977 appunto) accompagnata dal mago di Corte e dallo spirito Ariel. Ai suoi occhi si presenta una terra volgare e deprimente, dove la vita sembra ormai senza speranza (il famoso NO FUTURE dei Sex Pistols) ed è ovunque ritenuta cosa di poco valore. Tre ragazze punk, insoddisfatte della loro vita vuota e senza prospettive, cercano talvolta di rompere la noia della loro esistenza con qualche omicidio. Nel cast alcuni membri della troupe di Lindsay Kemp, le Slits come teppiste punk oltre che un giovane Adam Ant ed Hermine Demoriane nel ruolo di Chaos, in rossetto e guepiére neri, sempre muta tranne in una scena in cui la vediamo camminare in equilibrio su una corda tesa mentre canticchia Je ne regrette rien di Edith Piaf.
Il cinema non ha avuto una grande attenzione per il punk, e i non molti film che si possono citare vengono ricordati più per i loro autori che per la loro tematica. E’ così per Nuovo Punk Story di John Waters, per The Decline of Western Civilization di Penelope Spheeris (cfr. Gummo 1), e anche per questo fondamentale Jubilee di Derek Jarman, che possiamo tranquillamente considerare il film chiave dell’era punk.
All’epoca (il film è del 1978) fece molta impressione, e se anche successivamente Jarman ha tentato di ridimensionarlo (“E’ molto rozzo, dialoghi fastidiosi, noiosi, o dovrei forse dire monologhi?.”), resta comunque un opera dall’enorme impatto. Dice giustamente Vincenzo Patanè (sul quaderno Circuito Cinema di Venezia in occasione della personale di Jarman nel 95): “la Londra di Jubilee sembra infatti iniziare proprio laddove finisce quella, già apocalittica, di Kubrick” “è proprio ciò che distanzia il film da altri analoghi, cui pur fa pensare, come la godardiana Alphaville o Arancia Meccanica.”
Purtroppo Jarman faceva notare: “Ciò nonostante i graffiti sono grandiosi. Non si potrebbero mai vedere in tv ma su un grande schermo esplodono”.

LA TRAMA
Nel 1578 la regina Elisabetta I volendo conoscere il futuro del suo regno si fa trasportare avanti nel tempo, fino all’anno del giubileo d’argento di Elisabetta II. Quello che trova è una terra devastata e grondante violenza con solo bande di punk e sadici poliziotti per le strade. Le case sono completamente devastate e molte di esse sono state incendiate. I mass media sono controllati da un ghignante e ripugnante figuro che in seguito vediamo prendere parte a un orgia (a Westminster!). C’è anche un alter ego della regina stessa, capo di una delle bande più toste e aggressive della città.

Molte le cose da ricordare: l’omicidio durante il rapporto sessuale mediante il lenzuolo di plastica (cadavere di cui si liberano in un modo che ricorda troppo da vicino –Il Cameraman e l’assassino- per essere casuale), la vita casalinga del gruppo, un giardino in terrazzo che ricorda il Jarman successivo, alcuni degli strepitosi attori del Rocky Horror Picture Show.

THE STORY SO FAR
Il film oltre per quanto detto è significativo anche per la critica non certo tenera alla superficialità del punk. A distanza di anni Jarman osservava: ” Il film poi si è rivelato profetico (…) le strade sono andate a fuoco (…), Adam ha cantato –Top of the pops- e ha solidarizzato con Margaret Thatcher, cantando alla manifestazione per la guerra delle Falkland. Tutti vendono il culo prima o poi”.

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