JEFF MILLS – exhibitionist

Sabato 3 febbraio ore 23

jeff.jpg “The Exhibitionist” è il primo set mixato sin dal seminale ‘Live At Liquid’, registrato a Tokyo, Jeff Mills è come sempre impareggiabile, con i suoi tre piatti ed uno stile di mixaggio veloce e creativo, a triturare solo in settanta minuti ben quarantacinque differenti tracce. Grande tecnica, quindi, compenetrata al genere, che richiede nella sua apparente uniformità tutte quelle variazioni ed innesti, che solo un manipolatore di suoni così capace può creare. Molte in questo caso le suggestioni di matrice latina, afro e gli innesti melodici, a rivelarci il lato di Jeff Mills meno rarefatto e sperimentale, ma pur sempre anni luce lontano dalle melense declinazioni dell’house da classifica.
L’idea di fondo che sottende alla pubblicazione di questo lavoro è quella di permettere di vedere da un’ottica impossibile durante una normale serata, come lavora il produttore detroitiano durante i suoi dj set, a tre giradischi e Roland 909, la batteria elettronica suonata dal vivo che definisce perfettamente il suo suono ed il suo ritmo, minimale ed acido, anche pieno ed avvolgente che ne fa un’esperienza plurisensioriale, quasi psichedelica.
www.axisrecords.com

Jeff Mills è l’icona assoluta della musica techno. Espressione pura e futurista dell’incontro tra musica elettronica e funk, Mills è nato e cresciuto a Detroit, dove inizia giovanissimo ad appassionarsi di musica, curando un programma radiofonico e fondando, insieme a “Mad” Mike Banks e Robert Hood, il mitico collettivo musical-rivoluzionario di Underground Resistance (UR). La sua personale visione – minimale, pura, densa – della musica elettronica e dell’arte in generale lo portano a racchiudere stili e tendenze caratteristiche del nostro tempo, così come a prefigurare sonorità che proiettano verso future prospettive. In consolle, Mills esalta i concetti tradizionali di manipolazione sonora e djing con una tecnica e un’eleganza incomparabile ed ipnotica, capacità che trascendono l’arte del missaggio puro. Le sue performance, tra genialità e rigore stilistico, sono esperienze plurisensoriali, espressione del mito ed elevazione del concetto di tribalità, manipolazione e controllo. Musica di assoluta purezza, per il corpo e per la mente, sempre immersa nella ricerca e nella coscienza del ritmo.

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