FATHER MURPHY

Circolo Arci Cas*Aupa
Via Val d’Aupa 2 – Udine
sabato 12 febbraio ore 22

FATHER MURPHY

Father Murphy è il nome con cui lo scrittore William Seward Burroughs appare nel film “Drugstore cowboy” di Gus Van Sant, come anche il protagonista di una, se non più, routine scritte dall’autore stesso. Una di queste, che tratta appunto di un prete tossico che, durante la vigilia di Natale trova una valigia con all’interno un corpo fatto a pezzi, è stata musicata da Kurdt Cobain, ed edita in un disco dal titolo “The Priest: they called Him”.
Ma Father Murphy è anche il protagonista di una Leggenda a cui sembra ispirarsi un’omonima band italiana, inizialmente collettivo non ben definito, in seguito composta da freddie Murphy (tra i fondatori del Madcap Collective), Chiara Lee, e il vicario Vittorio Demarin.
Ecco come inizia questa Leggenda:
“In una calda calda estate, il reverendo Murphy ebbe due figli: freddie e la piccola Chiara Lee. Dopo essersi addormentati per alcuni anni, freddie a Brooklin e la Lee in Cina, finalmente si ritrovarono a Venezia, dove il vicario Vittorio Demarin, incarnazione dell’eroe biblico GVitron, li battezzò. L’avvenuta conversione non poteva che confrontarsi con le quaranta notti e i quaranta giorni passati sfidando le tentazioni di Satana nel deserto. Solo al termine di questo periodo le Rivelazioni avrebbero potuto aprirsi nel loro messaggio più grande. Ma questo era ieri. …Lui ci ha detto di voltarci verso il Sole, sento qualcuno dire. Il Presente di Father Murphy si compie nell’Eresia, aggiungo io.”

La band è stata caratterizzata, nei primi anni di vita, da repentini cambi di stile, associabili più al seguire una sorta di piano predeterminato, quasi una predestinazione, che al mero esercizio stilistico. E quindi, dal lo-fi sghembo e irridente degli inizi, si è ben presto passati ad una psichedelia acustica figlia del Barrett solista, quanto degli Os Mutantes dei primi tre dischi, mixati dall’ironia del buon John Lydon.

Eccoci quindi arrivare a quel “…and He Told us to turn to the Sun”, presentato dal vivo in Europa e Stati Uniti, che è valso alla band, oltre ad una lunghissima serie di concerti, anche le attenzioni di Julian Cope, Michael Gira, John Dieterich dei Deerhoof (che li han voluti al Sonic City Festival in Belgio, festival da loro curato), Carla Bozulich/Evangelista, con cui la band ha condiviso varie volte il palco… e, tra le altre, riviste come The Wire, NME, Foxy Digitalis, Uncut…

Nel settembre 2010 è quindi uscito un nuovo capitolo di questa Leggenda, indirizzata ad un misticismo scuro, devoto al concetto di preghiera continua, comunque contraddistinto da una forte quanto necessaria dose di autoironia. Un nuovo EP, composto da 4 pezzi dal titolo “No Room For The Weak”, che ha già ottenuto ottimi consensi dalla stampa italiana e estera. Per presentare il nuovo EP i Murphy sono tornati negli USA per un tour di 6 settimane, di cui 2 di spalla a Deerhoof e Xiu Xiu, tra Canada e USA, per poi concentrarsi sul vecchio continente durante l’autunno aprendo concerti per Liars, Mahjongg, Bozulich/Pupillo, e quindi ritornare in Italia. Da febbraio il tour di presentazione del nuovo EP riprenderà quindi dalla Slovenia, per poi ritornare in Italia, e quindi nuovamente Europa dell’est, Scandinavia, Germania, Inghilterra, Francia, e Russia, dove i Murphy sono stati invitati per suonare al prestigioso SKIF Festival di San Pietroburgo, insieme a Swans, The EX, James Blackshaw…

“Ci facciamo prendere per mano nella buia basilica ed incrociamo il nostro destino, sulla tambureggiante intro che e’ una detonazione interiore. Musica tribale di ieri, oggi e domani.” BLOW UP

www.madcapcollective.com/fathermurphy

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