Eventi

GHOST

Giovedì 10 maggio ore 21.30 in collaborazione con DobiaLab, a Staranzano Via Vittorio Veneto 32 DobiaLab

ghost.jpg I Ghost sono un collettivo nipponico attivo ormai da quasi vent’anni, capitanato dal chitarrista e cantante Masaki Batoh. Attivi dal 1990, i Ghost sono irrimediabilmente invischiati nella miglior psichedelia degli anni d’oro (i Pink Floyd di “More”, il lirismo romantico dei King Crimson di “Island”, le jam degli Amon Düül).
Solo tre anni sono serviti per la realizzazione dell’ottavo disco,”In Stormy Nights”, quando per il precedente, acclamato “Hypnotic Underworld” ne erano occorsi cinque. Questione di maggior tranquillità, forse, perché, ormai, come il leader Masaki Batoh ci tiene a precisare, i Ghost hanno definitivamente raggiunto la piena maturità, grazie anche allo stabilizzarsi della line-up. Accanto alla voce e alla chitarra acustica del leader (che è a tutti gli effetti una delle leggende viventi della scena musicale nipponica), troviamo, dunque, Kazuo Ogino (piano, oscillatore, kaval, gaida, tenor recorder), Michio Kurihara (chitarra elettrica), Junzo Tateiwa (tabla, percussioni, batteria, frame drums), Taishi Takizawa (theremin, sassofono, vibrafono, flauto) e Takuyuki Moriya (contrabbasso), per una formazione mai così affiatata e capace, anche in questa occasione, di non deludere le aspettative. Utilizzando questo vero e proprio arsenale gli abili folletti nipponici si destreggiano abilmente tra lunghe suite e forma canzone, dimostrando ampiamente di aver assimilato la lezione dei maestri e di volerla traghettare, anche per mezzo di una certa sensibilità orientale, verso il futuro.
Kraut rock, folk psichedelico, free music, ma ogni possibilità di comprendere i Ghost soltanto leggendo queste poche righe viene meno di fronte ad un loro concerto dal vivo, non perdeteli quindi!
www.dragcity.com/bands/ghost.html

ingresso 3 euro

SLEEPYTIME GORILLA MUSEUM

Sabato 14 aprile ore 22

sgm3.jpg SLEEPYTIME GORILLA MUSEUM Ascoltare e vedere gli Sleepytime Gorilla Museum vuol dire tornare indietro fino ai tempi delle avanguardie artistiche d’inizio Novecento, vuol dire assaporare una fantastica trasposizione del dadaismo in musica, vuol dire avere tra le mani la follia e il genio di uno dei gruppi statunitensi più interessanti degli ultimi anni: dadaisti, futuristi, sperimentali e oltraggiosi, gli Sleepytime Gorilla Museum rappresentano una delle frontiere più avanzate del rock. L’impatto ritmico di questo coacervo di generi è impressionante e non meno spettacolare nella sua trascinante teatralità. Un evento assolutamente da non perdere.

Dadaismo: con Dadaismo si intende un movimento formato da alcuni intellettuali europei emigrati in Svizzera per sfuggire agli orrori della Prima Guerra Mondiale. La parola Dada, che identificò il movimento, non aveva alcun significato, a testimoniare il rifiuto di ogni atteggiamento razionalistico. La funzione principale del dadaismo era quello di distruggere una concezione oramai vecchia e desueta dell’arte, per crearne una nuova e libera.
Futurismo: movimento di matrice italiana, nato nel 1909 grazie all’opera di Filippo Tommaso Marinetti, rifiutava il concetto di un’arte élitaria e decadente, confinata nei musei e negli spazi della cultura aulica. Proponeva invece un balzo in avanti, per esplorare il mondo del futuro, fatto di parametri quali la modernità contro l’antico, la velocità contro la stasi, la violenza contro la quiete.
Sleepytime Gorilla Museum: movimento di culto americano, vissuto nell’ombra e nell’anonimato, che riprese gli intenti dadaisti e futuristi ed operò dal 1916 fino al 1950.

sgm.jpgSenza questa introduzione non sarebbe possibile comprendere gli intenti e la natura degli Sleepytime Gorilla Museum, vera e propria reincarnazione musicale dell’originale SGM. Giunti al secondo album, gli americani continuano con il loro assurdo processo artistico, facendo proprie le teorie e le convinzioni dei movimenti di cui sopra. Quello a cui possiamo assistere è di conseguenza un profondo e radicale processo di destrutturazione musicale: suono e rumore perdono ogni loro legame con il concetto di genere predefinito per venire assemblati, rielaborati e sfruttati al fine di ridare libertà all’espressione artistico-musicale. Da ‘Of Natural History’ emergono, per fornire un’idea vagamente precisa, pazze e furiose schegge industrial/metal, intricate evoluzioni melodiche prog, atmosferiche distensioni avant-garde ed inquietanti spoken word.
Un calderone così denso da rischiare di divenire dispersivo, dannosamente caotico ed inconcludente. Eppure per i folli SGM sembra uno scherzo dar un senso al tutto e conferire unità ad una forma talmente indecifrabile.
Non smentisce nemmeno il concept, basato sulla teoria di John Kane (bizzarro matematico e filosofo misantropico dello SGM) della tendenza della società umana ad emulare le strutture ed i sistemi vitali degli animali inferiori (insetti, vermi).
Dei veri pazzi consapevoli della propria natura (di pazzi non pazzi che si atteggiano a pazzi per divertirsi e sembrare di essere pazzi, eh), questi Sleepytime Gorilla Museum.
www.sleepytimegorillamuseum.com
www.myspace.com/sleepytimegorillamuseum

intervista: www.rockline.it/modules.php?name=Interviste&rop=view_int&id=173

rinus.jpgaprirà la serata il live set di
RINUS VAN ALEBEEK Suoni d’ambiente, sleepnoise, elettroacustica…
Rinus Van Alebeek arriva alla musica relativamente tardi, dopo aver pubblicato due libri in Olanda, suo paese d’origine, utilizzando lo pseudonimo di Philip Markus.
Il suo approccio all’elettroacustica è radicale, le sue composizioni vengono assemblate utilizzando i suoni raccolti durante i suoi pellegrinaggi in Europa, negli USA e nel Maghreb, dove alcuni suoi lavori sono stati pubblicati dalla Zeromoon records.
www.zeromoon.com/rinus

ingresso 8 euro con tessera Arci

IBRIDAMENS 2006 – intersezioni d’arte contemporanea 16-19 novembre 2006

Ibridamens06.jpgLe arti contemporanee non sono più classificabili secondo schemi classici e consolidati. La caduta dei vecchi confini, che sta avvenendo con un processo che incorpora nuovi paesi in un’unica grande Europa, è un fatto estremamente positivo che conduce a ineludibili quanto desiderabili ibridazioni culturali.
Se l’artista fa parte di un soggetto collettivo o agisce individualmente; se privilegia le situazioni relazionali e le opere immateriali piuttosto che la pittura e i manufatti; se si confronta con la committenza o agisce nell’underground: ci sono infinite modalità per realizzare un’opera d’arte.
Col prevalere del concetto sull’opera si perdono le distinzioni nette tra le arti e si arriva a considerare un’opera soprattutto in relazione alle situazioni in cui nasce. Tra localismo e globalizzazione, tra tecnologie digitali e artigianato, tra progetti individuali e collettivi, oggi le arti contemporanee sono il frutto di continue ibridazioni.
Piermario Ciani

Da queste premesse nasce la rassegna IBRIDAMENS – Intersezioni d’arte contemporanea che comprende mostre, installazioni, performances, conferenze, concerti il cui comune denominatore è la capacità di parlare del presente attraverso linguaggi tradizionali (la musica, le arti visive, ecc.) e innovativi al tempo stesso, perché reinterpretati tramite gli strumenti dati dagli ultimi sviluppi tecnologici. Questo tipo di proposta vuole diventare stimolo e nuovo punto di vista: l’arte che la rassegna IBRIDAMENS propone è intesa come lente d’ingrandimento e strumento d’indagine sulle contraddizioni del reale, sul proprio ruolo in una società sempre più mobile e culturalmente contaminata, su come sia ormai condizione necessaria e imprescindibile l’acquisizione di una forma mentis aperta al nuovo, al diverso, alla mescolanza culturale e sociale come costante dimensione del quotidiano.
Non è un caso, quindi, che tutti gli artisti coinvolti operino nell’ambito della multimedialità: ancora una volta l’ibridazione diventa sinonimo di arricchimento, permettendo nuove forme di espressione e linguaggio e divenendo testimone di questo nostro presente contraddittorio, multiforme e dinamico, e proprio per questo, incredibilmente vivo.

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PSYCHEDÈLIA 2006

psychedèlia.jpg

Sabato 2 settembre dalle ore 22 fino all’alba

AVARUS psychedelia improvised noise-folk (finlandia) – BRON Y AUR free rock (italia) – STEFANO PILIA ambient-folk-rock drone-ballads (italia) + Hybridapsychedelicsoundsystem & lightshow

ingresso libero

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MANIfesta

Domenica 30 luglio ore 16

manifesta1.jpgSOSTIENI UN BENE COMUNE

Dodi e i Monodi
FR Luzzi
Madrac
Stefano Montello

Organizzano: Ass. nazionale d’amicizia Italia Cuba – ARCI N.A. La cantina – Tenda della Pace di Udine – ARCI N.A. Hibryda

Aderiscono: il mensile “Ho un sogno” – Radio Onde Furlane – CultCorner.info

www.ilmanifesto.it/sottoscrizione2006/start.html

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE LIBERA PER IL MANIFESTO

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