CARLOS GIFFONI & MASSIMO

Sabato 15 gennaio ore 22

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L’artista venezuelano Carlos Giffoni vive e lavora a New York.
La sua ricerca si basa sia sull’applicazione di feedback casuali, manipolazioni modulari e strumenti elettronici ricostruiti e modificati che sul ricampionamento dal vivo delle sue stesse composizioni: al momento sta lavorando alla creazione di ambienti interattivi che combinino suono e immagini, composizioni di natura algoritmica e computergrafica.
Negli ultimi due anni Carlos ha collaborato con molteplici musicisti tra cui Jim O’Rourke, Thurston Moore, Lee Ranaldo, John Duncan, Manuel Mota e Lasse Marhaug.
Con il progetto Monotract, attivo sin dal 1998, Carlos ha prodotto svariato materiale tra cui il disco “PAGU”, frutto dell’arrangiamento di migliaia di samples, prodotti dai più disparati strumenti elettronici ed assemblati in formato “canzone”.
Le realizzazioni più recenti sono “OLD BOMBS:AUDIO”, progetto che scaturisce dalla continua collaborazione con Dino Felipe di Schematic e Vanessa Payes di Fukktron, e “NORTH SIX”, un live cd assieme a Jim O’Rourke e Lee Ranaldo.
Ha partecipato a tutti i più importanti avvenimenti tenutisi a New York ultimamente (Tonic Festival,CMJ, New Sound/New York Festival) ed è uno dei principali organizzatori del No Fun Fest che si tiene una volta l’anno a Brooklyn.
www.carlosgiffoni.com

Massimiliano Sapienza, aka Massimo, gode di un invidiabile status: quello di artista di culto coccolato dalle migliori etichette europee. E’ uno dei musicisti favoriti di Frans de Waard della Staalplaat, il cui nome fa bella presenza nelle scalette dei locali e dei festival più prestigosi del continente, dal “Sonar” di Barcellona al “The New Italian Futurists” di Londra, oltreché in alcune collane discografiche autorevoli come “Mort Aux Vaches”, “Material Series”, entrambe della Staalplaat, e “Invalid Object” della Fällt. Musicalmente si è evoluto da una predisposizione iniziale verso soluzioni indolenti, sostanzialmente devota a concetti quali glitch e microwaves, attraverso una disintossicazione che lo ha portato al noise violento delle ultime realizzazioni. Va detto che i suoi primi dischi, seppur innegabilmente prossimi a quell’estetica musicale che ha i suoi campioni in Pita & Co, così come nello Zorn di Étant Donnés, parlano un linguaggio che va dall’irriverente, al ludico, al marziale e contiene spesso l’energia comunicativa del miglior rock. Riguardo al noise delle realizzazioni più recenti, è invece possibile stendere dei paragoni con alcuni dischi di Merzbow e con i vari Lesser e Kid 606. Se ultimamente abbiamo assistito a una specie di back to noise, vedi l’ultimo Ikeda o il recente Kevin Drumm su Mego, Massimo può essere considerato uno dei precursori di questa tendenza. Fra i punti fermi del suo mood espressivo vi sono l’utilizzo di elementi quali ripetitività, circolarità, decostruzione, sempre associati a una essenziale semplicità compositiva. Da qui a comprendere il suo interesse per il pop (o per quella che lui chiama Musica di Propaganda), interesse dimostrato inoltre da un remix di Run Christian Run dei Super Furry Animals, il passo è breve. “L’odio nei confronti dell’Arte è una grande fonte di ispirazione” (M. Sapienza).
www.mego.at/massimo.html

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