THE DECLINE OF WESTERN CIVILIZATION di PENELOPE SPHEERIS + THE CRAMPS LIVE AT NAPA STATE MENTAL HOSPITAL
giovedì 8 gennaio – NAVEL, Foro Giulio Cesare n.13 Cividale Del Friuli ore 20.30 – ingresso libero con tessera Navel
The Decline of Western Civilization
Usa. 1980. 105min. Prodotto da G. Brown & J. Prettyman. Con X, Alice Bag Band, Black Flag, Catholic Discipline, Circle Jerks, Fear, Germs, Mac Neely, Nicole Olivieri, Claude Bessy, Robert Biggs. Regia di Penelope Spheeris. Lingua: inglese
Alla scena punk di Los Angeles è dedicato il documentario di Penelope Spheeris che su questa scena tornerà più volte anche nei suoi film a venire. Ancora cinema verità, o meglio punk-verité sulla sub-cultura della West-Coast. Dopo Londra e New York, è infatti Los Angeles a promuovere e a muovere le sue band punk. Le quali band non ci mettono molto a interferire direttamente dentro al mito della dolce, calma e solare California, e a denunciare con determinazione e rabbia visionaria il malessere che attraversa la nuova generazione… Ma mentre a New York è lo stile che connota tutto il fenomeno della nuova onda, a Los Angeles c’è subito una sorta di avversione provocatoria e programmatica contro ogni categoria stilistica ben confezionata. E così il film della Spheeris diventa prima di tutto un attraversamento ‘di classe’ della scena punk di Los Angeles, con brandelli di concerti e interviste, in modo molto coerente e compatto, e con la macchina da presa continuamente e ferocemente incollata alle trasformazioni che la musica rock ha portato nella storia più recente, nel costume e nel comportamento sociale dei giovanissimi. E lo fa con un documentario tutto girato in presa diretta tra le bands, le prove, i concerti più memorabili, i ragazzi che frequentano i clubs alternativi, i manager, i responsabili delle varie ‘indie labels’, e naturalmente i musicisti.
All’Arena ci sono i Fear, l’unico gruppo capace di trasformare il palcoscenico in un angolo di strada; ai Cherrywood Studios i Black Flag con tre brani di nichilismo totale (White Minority, Depression, Revenge), e i Germs, ovvero i signori del chaos; al Club 88 la Spheeris riprende gli X, altra band destinata alla leggenda indie con i due cantanti John ed Exene, che sono in realtà due poeti; al Fleetwood l’esibizione glam di Alice Bag Band, e subito dopo i Circle Jerks, i più anarchici e schizofrenici con il loro punk rockabilly; e infine i Catholic Discipline, i più sperimentali e surreali: “Tutti i profeti sono morti/ Tutti i libri sono stati scritti/La salvezza sta in un secchio”, cantano in Babylon Must Fall… In realtà, più che di punk music, qui siamo già in zona hardcore punk, cioè dentro la tempesta di quel movimento nato dalle ceneri della rivolta punk, ma ancora più aggressivo, innovatore e violento del precedente, con innesti di musica metal, nera, sperimentale, anni Cinquanta e rap. Black Flag, Germs, X, Circle Jerks, Fear… cioè il meglio della nuova musica indipendente di Los Angeles, in un periodo (inizi anni Ottanta) assolutamente straordinario e irripetibile. “Impressionante è il breve act dei già famosi Germs, – scrivono S. Arcagni e D. De Gaetano – con il cantante Darby Crash immortalato pochi mesi prima della solita fine per overdose, che ne farà una sorta di Sid Vicious minore, un’icona dell’underground mondiale. Non a caso, sarà proprio lui a campeggiare strafatto e solitario sia sulla locandina del film che sulla copertina della colonna sonora edita dalla indie losangelina Slash Records”
“Non vorrei sbagliarmi, – ha detto la Spheeris arrivando a New York a presentare il film – ma a New York non c’è punk… Qui è tutto più cosciente, pensato. A Los Angeles c’è più approssimazione e confusione. Già i primi gruppi, dai Fear ai Germs, compensavano un apparente mancanza di talento musicale con una effervescenza e una provocazione scenica molto forte… La loro musica è oltraggiosa per il fruitore medio di musica pop: suoni disturbanti, niente giri armonici, nessuna canzone d’amore…”
(Giandomenico Curi – I FRENETICI – Arcana Pop)
The Cramps Live at Napa State Mental Hospital
Usa. 1978. 60min ca.
Il 18 giugno 1978 i Cramps, freschi di pubblicazione del primo singolo “Surfin’ Bird / The Way I Walk”, dettero un concerto gratis per i malati dell’ospedale psichiatrico NAPA. La registrazione di quel concerto, a suo modo storico (se non altro perchè fu il primo del gruppo ad esser registrato) è quella che trovate in questo film. La qualità video è inevitabilmente scarsa e in bianco e nero, quella del suono appena più decente. Ma le versioni degli otto pezzi (Mystery Plane, The Way I Walk, What’s Behind The Mask, Human Fly, Domino, Love Me, Twist & Shout e Tv Set) sono strepitose e il concerto un evento unico e commovente. Il pubblico che partecipa e si esalta, prende il microfono dalle mani di Lux Interior per lanciare al cielo le sue urla liberatorie, che lo abbraccia, prendendolo alla lettera, quando il cantante supplica “Please Love Me, Love Me”, che balla e si interroga, che ride e si diverte, è la rappresentazione più perfetta possibile non solo del motivo per cui amiamo il rock’n'roll ma soprattutto del perchè il rock’n'roll stesso ha ragione di esistere. Questo filmato e i suoi protagonisti musicali – Lux mezzo Jagger e mezzo Iggy, Poison Ivy gelida e matematica, Bryan Gregory sorridente e sornione, Nick Knox spiritato e praticamente immobile – sono quello che vorremmo lasciare al futuro perchè i nostri discendenti un giorno capiscano cos’era la nostra passione per questa musica. “E’ difficile dire quali siano veramente i malati di mente”, scrive nelle note Joe Rees della Target Video. Ha perfettamente ragione, perchè in questo video di malati di mente non riusciamo proprio a scorgere traccia alcuna.
(Stefano I. Bianchi – Blow Up Magazine)
DECODER di KLAUS MAECK
giovedì 18 dicembre – NAVEL, Foro Giulio Cesare n.13 Cividale Del Friuli ore 20.30 – ingresso libero con tessera Navel
Decoder
Germania. 1984. 87min. Prodotto da Klaus Maeck, Muscha, Volker Schaefer, Trini Trimpop. Con FM Einheit, Bill Rice, Christiane Felscherinow, Ralph Richter, Britzhold Baron de Belle, Matthias Fuchs, Genesis P.Orridge, William S. Burroughs. Regia di Klaus Maeck.
Lingua: tedesco Sottotitoli: italiano
Fino alla metà degli anni ottanta, Berlino e Amburgo sono state il centro europeo delle controculture. In questo scenario si muovono gli straordinari personaggi di questo cult-film, uno dei pochi veramente underground del periodo.
Nel 1984 Klaus Maeck girò un film che diventerà profetico. Con una colonna sonora straordinaria per l’epoca – Soft Cell, Einsturzende Neubauten, The The – e un cast di attori eccezionale – W.S. Burroughs, G.P. Orridge degli Psychic TV, F.M. Einheit degli Einsturzende Neubauten e la vera Christiana F. (dello Zoo di Berlino) – questo film sintetizzò l’innovazione trasgressiva che il punk portò nel campo della comunicazione e intuì la rivoluzione del cyberpunk.
FM (componente del gruppo Einsturzende Neubauten) scopre che all’interno della catena di fast-food “H-Burger”, viene diffusa della musica (Muzak) che condiziona fortemente i comportamenti e i gusti dei giovani avventori. Sconcertato, registra e studia le caratteristiche di questa musica ma è solo dopo gli incontri con William Burroughs e i pirati della comunicazione guidati da Genesis P.Orridge, che FM riesce a “decodificarla” e a produrre un “anti-muzak” che induca la gente a ribellarsi al potere. I servizi segreti e la stessa multinazionale degli hamburger iniziano a braccare minacciosamente il fastidioso pirata, il quale nel frattempo diffonde, aiutato dalla sua posse, la “musica della rivolta”, producendo ovunque effetti devastanti per l’ordine e la morale pubblica. E alla fine la rivoluzione…
Tra sexy-show, cut-up, rane magiche, la migliore musica tribale del periodo, inseguimenti, dream machine, cibo sintetico, videogiochi e violenti scontri di piazza, una storia che rappresenta la natura e le speranze di cambiamento del mondo delle controculture e che è profetica del cyberpunk, dell’hacking e di tutte le tecniche underground di liberazione degli anni Novanta.
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RALFE BAND
sabato 13 dicembre ore 21 Villa De Rubeis Florit, via Sottoriviera 1, Tarcento
RALFE BAND (London, Uk)
Scoperta qualche anno fa da John Peel, storico dj della BBC, questa band inglese, capitanata dallo stravagante Oly Ralfe (anche attore nella serie televisiva The Mighty Boosh, in onda sulla BBC3), si è fatta notare per un fantastico disco d’esordio capace di stare, come ha scritto la stampa specializzata, “da qualche favolosa parte tra i Rachel’s e i Camper Van Beethoven, con qui un tocco di Black Heart Procession, là uno di Calexico o qualcosa sfuggito a A Hawk and A Hacksaw”. La loro musica è la descrizione di un paesaggio musicale incantato e surreale, in cui le più diverse influenze musicali si fondono spaziando dal pop al cantautorato, e passando attraverso l’ influenza del folk dell’est europeo che Ralfe annovera tra le sue ispirazioni. A fine ottobre è uscito il seguito, “Attic Thieves”, che prende le mosse dal precedente Swords e garantisce alla Ralfe Band un posto tra le band inglesi più originali, melodiche e poetiche. Il lavoro è stato descritto come “Semplice magia. Canzoni che rapiscono, commuovono, avvincono… originalità che arriva senza forzature, precisione altera e insieme così intima di immaginario. Lunare, alcolica, misteriosa. Non possono esservi anticorpi né barriere emotive per una stretta al cuore tanto intensa. Che è anche stretta di mano. Perché la musica gentile della Ralfe Band ha il pregio di confortare intanto che stupisce. Di essere ascolto carezzevole che vuole curarti mentre ti spiazza…. Fantasmi di Django Rheinardt e Pogues, Ennio Morricone e Dando Shaft si addensano in un diorama perfetto e suggestivo. Dopo l’esordio sorprendente di ‘Swords’, la lama pervasiva di Ralfe e Mitchell si fa ancora più carezzevole e tagliente. Sino a questo momento il mio disco dell’anno”(8) PiergiorgioPardo, Blow Up, ottobre 2008
www.ralfeband.com
www.myspace.com/ralfeband
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MAURIZIO ABATE
Il chitarrista Maurizio Abate è presente da tempo sulla scena della musica improvvisata vantando collaborazioni con, tra gli altri, Neokarma Jooklo Sextet, Tero Kemppainen, Makoto Kawabata e Tasaday ed avendo inoltre all’attivo svariate produzioni di lavori di altri artisti.
Nell’ambito della ricerca musicale come solista, Maurizio Abate si distingue per uno stile che rimanda a chitarristi come Jack Rose e Robbie Basho e ai loro raga acustici e drones, caratterizzato da un elevata spiritualità.
ingresso libero





