Archivi del mese: maggio 2004

LOREN CHASSE “Otic Diary”

Domenica 6 giugno ore 22

oticdiary.jpg LOREN CHASSE “Otic Diary”
“Sono un artista sonoro ed un educatore di San Francisco, il cui interesse in entrambi i campi riguarda le esperienze individuali dell’ascoltatore. Come direttore dell’educazione per l’organizzazione di arti sonore 23five Inc. e come insegnante nelle scuole pubbliche di San Francisco, sviluppo programmi di insegnamento e studio che introducano i bambini ai mezzi (concettuali, poetici e tecnologici) per ascoltare in modo attivo ed immaginativo – in cui il suono possa diventare un materiale per catalizzare pratiche letterarie, sociali, scientifiche e artistiche. Nel mio lavoro registrato, nelle performances e nelle installazioni, parto da un trattamento di un sito e dei suoni a lui propri, come se fosse uno strumento, usando i microfoni come attrezzi per la composizione. La serie di performances “otic diary” investiga i modi in cui dei “campi” vengono indotti mentre vengono registrati, utilizzando diverse strategie per registrare,eseguire e riregistrare entro la durata dell’ evento dal vivo, al fine di sviluppare una sorta di “composizione”. Nell’occupare l’intero spazio di una performance come “campo”, desidero dimostrare come la mia esperienza nel fare musica cominci in modo privato con un periodo di raccolta di materiali grezzi (registrazione su un apparecchio portatile con cuffie), in cui i miei gesti e l’interazione con le situazioni e i materiali dello spazio implicano una musica che il pubblico non può udire ancora. Allo stesso tempo, il diario “otico” mira a stimolare delle esperienze private per il pubblico attraverso l’esecuzione di eventi acustici entro la distanza intima delle orecchie di ogni ascoltatore. Infine, elementi di queste esperienze private vengono trasformati e resi pubblici.”
www.23five.org/lchasse

TRI TRACKS

Sabato 5 giugno ore 22

tritracks_ok.jpg Tri Tracks è nato come progetto improvvisativo di matrice elettro-acustica anche se nell’attitudine del gruppo è presente un forte connotato elettronico, sia sul piano compositivo sia nella ricerca sonora. Le forti radici elettroniche si possono riscontrare in alcuni frammenti di improvvisazione, dove l’aspetto armonico/melodico si fa meno presente ed emergono strutture ripetitive ed ipnotiche tipiche di una certa elettronica contemporanea sviluppata sul suono. La costruzione/decostruzione di flussi sonori e compositivi nasce da un orientamento improvvisativo quasi totale, talvolta mitigato da strutture che si ripetono meccanicamente e aritmicamente. Il meccanismo spontaneo dei Tri Tracks, affonda le sue radici nelle esperienze collettive d’avanguardia radicale degli anni ‘60/’70 concatenate con le improvvisazioni di un certo post rock e ad una certa elettronica rumorista frequenziale estrema.
Il trio è costituito da: Eliseo Scarpa basso e “jack”, Alessandro Petrillo chitarra elettrica/guitar synth, Paolo Mongardi batteria e percussioni.

La performance del gruppo sarà preceduta da un intervento di Sumi, pseudonimo sotto cui si nasconde il nome di Alberto Collino. Sumi ha come fine l’esplorazione del suono che vive fuori e dentro di noi.

http://tritracks.splinder.com/

JOHN DUNCAN Phantom Broadcast

Sabato 29 maggio ore 22

pb.jpg JOHN DUNCAN Phantom Broadcast – a sound performance

“Phantom Broadcast” è il titolo della performance sonora presentata da John Duncan, in cui il musicista collocato al centro dello spazio, investirà con una serie di suoni gli spettatori, seduti in completa oscurità e con lo sguardo rivolto alle pareti della sala.
“Phantom Broadcast”, trasmissione fantasma: non sappiamo quale fosse la finalità reale della trasmissione radio intercettata da Duncan il 18 aprile del 2002 nel corso di un’unica registrazione che ha dato vita a questo lavoro: ne rimangono le ombre, che assumono l’aspetto di campane risonanti all’infinito a cui si aggiungono riverberi e parvenze di cori che aleggiano nel vuoto. A tratti sembra di ascoltare il fantasma di una composizione corale, una costruzione complessa e preclusa ai nostri sensi, di cui ci è dato di assaporare soltanto il riflesso che a turno si assotiglia e acquista spessore, quasi respira. Colpisce la capacità di Duncan di accumulare tensione ed energia senza passaggi drammatici o risolutivi; potremmo leggere “Phantom Broadcast” come paradossale estensione infinita di un solo momento di climax, perchè del climax ha in sè la forza e l’incisività, pur snodandosi in una serie infinita di declinazioni e minime variazioni tonali. L’utilizzo di suoni trouvè (il riferimento al Surrealismo è dato dallo stesso Duncan, che paragona questo lavoro al procedimento della scrittura automatica) sembra esortarci ad esplorare ciò che ci passa accanto invece di ignorarlo e con delicatezza estrema riesce a scoprire le pieghe di un suono cangiante.
www.johnduncan.org

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